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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Economia

15/01/2012, 08:46

L'editoriale

Così andiamo dritti al Fondo

Di MARIO SECHI È giunto il momento di battere i pugni sul tavolo di Bruxelles. La politica deve riprendersi lo scettro, l’Italia dire che non è la Grecia, non si farà massacrare dall’eurodogma tedesco, non si farà condannare alla crescita zero e all’insolvenza.

Domani riaprono le Borse e con il declassamento del debito italiano e francese vedrete dopo mister Spread un altro termine del dizionario finanziario acquistare popolarità: sell-off. Cos’è? Tecnicamente è la vendita di titoli durante un periodo di ribasso delle quotazioni e si fa per evitare ulteriori perdite di capitale. La decisione di Standard & Poor’s mette il nostro debito sovrano fuori dal paniere di parte della finanza strutturata, non acquistabile da fondi di investimento che per statuto possono comprare solo debito con la «A». E noi siamo in «B». Il problema si propaga a pioggia anche agli istituti di credito e assicurazioni che hanno in pancia i nostri titoli di Stato. È giunto il momento di battere i pugni sul tavolo di Bruxelles. La politica deve riprendersi lo scettro, l’Italia dire che non è la Grecia, non si farà massacrare dall’eurodogma tedesco, non si farà condannare alla crescita zero e all’insolvenza.


Il 30 dicembre scorso scrissi un editoriale in cui c’erano tre elementi sui quali pensavo Palazzo Chigi e il Parlamento dovessero fare delle riflessioni: 1. Downgrade del debito pubblico italiano entro gennaio; 2. Sell-off dei titoli di Stato e delle azioni delle banche e assicurazioni; 3. Intervento diretto del Fondo Monetario Internazionale con linea di credito dedicata all’Italia e piano di risanamento dell’economia dettato da Washington. Il primo punto si è realizzato, il secondo avrà un primo banco di prova già domani e nelle prossime sedute di Borsa e soprattutto nelle aste di titoli di Stato, il terzo è una conseguenza dei primi due ma mi risulta da fonte bene informata che la signora Christine Lagarde, direttore generale del Fmi, abbia già detto ai suoi collaboratori «abbiamo i soldi, prepariamoci a intervenire sull’Italia».


Di fronte a questo scenario, al posto di Monti non avrei perso un minuto ad inseguire il taxi di giorno e andare al market la notte, ma mi sarei dedicato alla soluzione del problema della riduzione del debito pubblico e alla correzione delle scelte di leadership incerte e confuse come quelle di Merkel e Sarkozy. Si è fatto altro e comincio a pensare che i tecnici siano dei politici improvvisati. Se è così, ridateci i politici.

 

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Mario Sechi

15/01/2012

  • 16/01/2012 00:04
    Analisi perfetta...tardiva ma...perfetta! Torni ad essere intellettualmente onesto, come si confà alla sua intelligenza ed abbandoni il politicamente correttto! Esso appartiene solo ai mediocri!
  • 15/01/2012 18:47
    Welcome home, direttore!
  • 15/01/2012 16:44
    Ridateci i politici? Quali politici? Quelli di prima? Affidare di nuovo nelle mani di questi esimi personaggi le sorti dell'Italia sarebbe una catastrofe. La fiducia nei loro confronti è pari a zero. Sono ancora impastati delle vecchie ideologie di partito che guardano solo ai propri interessi di bottega, ad avere più poltrone possibili, a farsi i propri affari e ..... disposti a far affogare l'Italia in un mare di povertà piuttosto che accordarsi con il "nemico". I vecchi politici? Mai! Meglio il governo Monti - il male minore - che li illude d'esistere ancora!
  • 15/01/2012 16:29
    Domani ci sarà certamente una vendita dei titoli di stato italiano - e non solo dei nostri titoli - se non altro perchè molti fondi d'investimento sono autorizzati ad investire solo in titoli di stato con rating tripla A . Sarà comunque interessante vedere come reagirà il mercato e i volumi trattati perché anche tra gli operatori di mercato sta prendendo spazio l'idea che queste società di rating Usa siano agli ordini della speculazione Usa e UK che ha scommesso sulla fine dell'euro. Se le Borse europee e il valore dei titoli di stato non subiranno un "pesante" sell-off , ma in qualche modo contrasteranno le vendite, vorrà dire che la fiducia nei confronti dell'Europa non è persa del tutto e lo scenario potrebbe, anche se molto lentamente, essere visto con un po' di ottimismo. Al punto in cui siamo fiducia ed ottimismo sono d'obbligo! Altre alternative è meglio non prenderle in considerazione : sarebbe inutile!
  • 15/01/2012 14:59
    I politici come Berlusconi,Bersani,e compagnia farebbero bene a non presentarsi piu'.Comunque ha fatto piu' danni il centrodestra che il centrosinistra.
  • 15/01/2012 13:48
    Bentornato Direttore, finalmente La riconosco!
  • 15/01/2012 13:05
    La crisi di tutta l'area europea, è stata la istituzione della moneta unica senza il supporto di un istituto bancario che avesse il potere di regolarne i flussi e la cogestione ed è frutto di quei pseudo esperti dell'economia da Prodi a Ciampi, allo stesso Monti e a Draghi,per limitarsi alla situazione italiana, perchè da meno non sono stati quelli degli altri stati europei, la cui arroganza,presunzione e soprattutto incompetenza ha portato alle attuali enormi difficoltà di tutta l'area. TORNARE SUBITO ALLA LIRA e consentire alla Banca d'Italia di battere moneta, per abbattere il debito pubblico e rimodulare il valore della lira sul parametro di cambio a suo tempo proditoriamente ancorato al marco. TORNARE ALLA LIRA E ALLA NOSTRA INDIPENDENZA SUBITO
  • 15/01/2012 12:14
    Buongiorno, dr Sechi. A vivacchiare si finisce con l’abituarsi al morire. E cos’altro è questo trastullarsi con farmacisti e tassisti se non scansare i problemi seri per catturare mosche e mutilarle solo per il gusto di sentirsi vivi e di poter dire che si è fatto qualcosa. Con tutto il rispetto per il prof. Monti, vorrei dire che qui non è di un condominio che ci stiamo occupando, ma di un’intera nazione che guarda al suo futuro ormai con angoscia. Ciò di cui necessitiamo è uno statista vero. Certo, uno statista non lo s’inventa su due piedi, ma il prof. Monti beneficia al momento di una congiuntura a lui estremamente favorevole, godendo dell’appoggio obbligato dei maggiori partiti e di aspettative senza pari da parte dell’intellighenzia e persino del popolo. Non dimentichi che anche l’Italia può giocare in modo spregiudicato le sue carte; usi l’arma del ricatto, se è necessario, o della minaccia o della contropartita. Uno statista la sua pelle se la gioca, senza limitarsi a scaldarla con un buon loden.
  • 15/01/2012 12:08
    Finalmente se n'e' accorto Sechi. Questi sono degli incompetenti che ci portano diritti al fallimento. Elezioni subito. Basta finti tecnici (in realta' politici catto-comunisti) che fanno solo danniVogliamo una vera destra con le idee chiare e con le "palle". L'europa comunista sta portando tutti alla rovina. Napolitano ha le sue belle colpe. Sarebbe ora di ammetterlo.
  • 15/01/2012 11:46
    Direttore, a leggere il suo fondo di oggi viene in mente che a scriverlo sia stato ...S. Paolo dopo la folgorazione di Damasco. A cambiare le sorti di questo mostro senz'anima che è l'Europa potrà riuscirci solo l'America. Che Dio illumini Obama!
  • 15/01/2012 11:22
    Direttore, anche lei naviga a vista. Ricorda i suoi articoli di fondo al momento dell'insediamento del governo Monti? E tutti gli elogi al ... re Giorgio? E che fa, dopo due mesi cambia idea? Una persona intelligente doveva capire quali fossero i rischi. Gli attori erano ben noti. Fino a quando non salterà in aria la funesta alleanza tra la borghesia corrotta e la sinistra non ci sarà nulla da fare.
  • 15/01/2012 11:07
    Evviva!!! Uccidete il vitello grasso: Sechi sta tornando alla casa paterna.
  • 15/01/2012 10:05
    Gentile Direttore, lapalissianamente Lei definisce i cosiddetti tecnici dei “politici improvvisati”:è ciò che in tantissimi pensiamo dal primo minuto del golpe del Colle. Ma attenzione! Aridatece i politici quali? Le salamelle Bersani e Franceschini? Quella disgrazia di Prodi? I giuda vocati Casini e Fini? Ha notato come l’Emilia-Romagna, tranne Marco Minghetti e Benito Mussolini, abbia prodotto solo scartine politiche asservite ai grembiulini mitteleuropei? Sarà una caratteristica cromosomica? Oppure la conseguenza del del culatello e della salama da sugo? La realtà è che l’Italia ha bisogno di un conductor geniale, atipico, capace, nazionalista e patriota. Aridatece Silvio!!!!!!
  • 15/01/2012 09:59
    Caro Direttore, l’avevamo scritto sin dalla presentazione che il piano del Governo Monti così strutturato non avrebbe dato frutti. Non si vive di solo rigore, le manovre promesse per lo sviluppo dovevano essere contestuali, la diminuzione dei costi della politica e quant’altro, dismissioni liberalizzazioni e privatizzazioni dovevano far parte di quel pacchetto. Invece di partire dal grosso si è preferito perdere tempo con le minutaglie e le resistenze che tutte le corporazioni stanno offrendo. Mi sembra alquanto strano che noialtri, quasi profani in materia , l’abbiamo capito ed i professori no. Il mercato non aspetta e non basterà battere i pugni sul tavolo se alle chiacchiere non seguiranno i fatti piaccia o non piaccia alla Merkel,ne va del futuro.
  • 15/01/2012 09:51
    Ammettiamo per un attimo, direttore, che lei abbia ragione quando chiosa “Se è così, ridateci i politici”. La domanda è: QUALI? Cui seguono, a valle, altre domande per nulla banali: con quale legge elettorale? Con quale programma? Con quale forza per poter sbattere i pugni a Bruxelles? Con quale credito internazionale? Direttore. Smettiamo di sognare. Ci hanno fatto credere di vivere nel mondo delle favole per anni e ora le cambiali sono venute in scadenza. Tutto qui. Siamo in balia del contesto internazionale e l’unica cosa che possiamo sperare è che ci sia l’aiuto dell’Europa che conta poiché, per fortuna, siamo “too big to fail”…
  • 15/01/2012 09:32
    Egregio Direttore, sarebbe opportuno battere i pugni sul tavolo anche con il sistema bancario, che ha appena ottenuto una valanga di liquidità dalla BCE al tasso dell'1%, "per fornire ossigeno al mondo produttivo": cosa che si guarda bene dal fare, come si può agevolmente notare vedendo sia il continuo incremento dei depositi delle banche stesse presso la BCE (depositati dalle stesse banche, che non si fidano a prestarli alle aziende), sia il "buon andamento" delle aste dei titoli di stato a breve; in realtà sono le banche di cui sopra, che, presi i soldi all'1%, invece di investirli in attività produttive, fanno arbitraggio acquistando titoli di stato al 3%, e dando l'illusione che i tassi di interesse scendano perchè "è tornata la fiducia nell'Italia", balla colossale.
  • 15/01/2012 09:25
    Egregio Direttore, meglio tardi che mai. C'è arrivato anche lei a capire che il "governo" Monti non ha fatto altro che dare la mazzata fiscale finale all'Italia, sulla falsariga dei "governi" che si sono succeduti negli ultimi 30 anni, mentre non ha alcuna idea di cosa fare di serio per ridurre il debito pubblico, promuovere una crescita economica sensibile, abbattere in maniera drastica il costo di quella zavorra mortale chiamato "pubblico impiego", che esibisce tassi di produttività da Terzo Mondo, ed eliminare una congerie legislativa arruffata ed incomprensibile che rende impossibile investire e produrre in Italia. Se qualcuno pensa che solo liberalizzando i taxi, facendo vendere alle parafarmacie i farmaci di classe C, abolendo le tariffe professionali e paccottaglia del genere si salverà l'Italia e si promuoverà una crescita economica seria, e non da prefisso telefonico, allora è pronto per un trattamento psichiatrico forzato.
  • 15/01/2012 09:17
    Caro Direttore è ovvio chein qeste condizioni il destino dell'Euro sua segnato. L'italia non è nelle possibilità di soddisfare la Germania e così gli altri paesi a rischio. Direi che ormai è ora di cercare alternative all'euro e salvarsi. Penso a un aiuto arabo visto che siamo i "dominatori" del Mediterraneo. Accordiamoci con loro e facciamola finita prima di diventare pezzenti.
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