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Notizie - Interni Esteri

10/11/2011, 05:30

Cina e Russia difendono l'Iran

Dossier Aiea: israele rinvia l'attacco in attesa delle decisioni dell'Onu. L'Ue vuole le sanzioni. Obama teme uno choc per l'economia.

Il presidente iraniano Ahmadinejad in una centrale Il rapporto Aiea sull'Iran ha riacceso le tensioni. Israele punta il dito contro l'ex direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite, ElBaradei, accusandolo di aver coperto le ricerche di Teheran. «Il rapporto dell'Aiea conferma quanto sostenuto da Israele e dalla comunità internazionale sul fatto che l'Iran stia sviluppando armi nucleari - ha detto ieri nella prima reazione ufficiale al dossier, Benjamin Netanyahu - il significato del rapporto è che la comunità internazionale deve far cessare la ricerca di armi nucleari da parte dell'Iran». Israele mantiene il suo apparato militare in stato di allerta in attesa che la comunità internazionale prenda una decisione. All'appello lanciato da Netanyahu, l'Iran ha lanciato l'ennesima sfida. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad, ha avvertito che il suo Paese «non arretrerà di un millimetro lungo la strada che ha intrapreso» in campo nucleare. «Non abbiamo bisogno dell'atomica», ha ribadito, accusando l'Aiea di aver perso «dignità» per assecondare le pressioni Usa. Ahmadinejad ha definito «difettose» le informazioni fornite da Washington su cui si basa il rapporto dell'Aiea. Dal ministero degli Esteri arriva invece un'apertura. «Restiamo pronti ad impegnarci in colloqui fruttuosi e positivi» con i poteri del mondo, ma solo in un «clima di rispetto», recita la nota diffusa da Teheran. I governi europei pretendono rassicurazioni, Francia e Gran Bretagna si dicono pronte a varare nuove sanzioni. La Francia ha fatto sapere di essere pronta ad adottare «sanzioni senza precedenti» se Teheran non cambierà rotta. «Le affermazioni dell'Iran secondo cui il suo programma nucleare ha scopi esclusivamente pacifici sono totalmente screditate da questo rapporto», ha osservato il ministro degli Esteri britannico William Hague, aggiungendo che se Teheran rifiuterà di impegnarsi in negoziati seri sul suo programma nucleare, noi «dobbiamo continuare ad accrescere la pressione e considerare con i nostri partner il varo di ulteriori misure». Sarebbe, eventualmente, la quarta tornata di sanzioni contro il regime. Per l'Italia, Franco Frattini, ha affermato che è «necessario e urgente» che l'Iran fornisca «un dettagliato riscontro» per «dissipare» le preoccupazioni destate dal rapporto dell'Aiea. La Cina intanto ha invitato l'Iran a mostrare «flessibilità e sincerità». Il ministero degli Esteri di Pechino, Hong Lei, ha sottolineato che il documento è ancora allo studio degli esperti, ma ha comunque auspicato una «cooperazione seria» da parte dell'Iran. Hong ha, però, esortato l'Aiea a essere «giusta ed obiettiva». Più critica la Russia, che ha già fatto sapere che non appoggerà nuove sanzioni: sarebbero interpretate come un tentativo di rovesciare il regime, commentano da Mosca. La Russia ritiene che nel rapporto sull'Iran dell'Agenzia non vi sia nulla «di fondamentalmente nuovo» e non fa che cercare di creare «l'impressione» di una componente militare nel programma atomico di Teheran. Secondo il ministero, «quando non ci sono prove convincenti, gli autori hanno fatto ricorso a supposizioni e sospetti, giocano con le informazioni con lo scopo di creare l'impressione di una pretesa nel programma nucleare iraniano». Un approccio che, secondo Mosca, non può essere considerato «professionale e obiettivo» che porta «involontariamente» allo spirito dell'episodio delle «armi di distruzione di massa detenute dal regime di Saddam Hussein». Il riferimento è al «casus belli» per l'attacco Usa nel 2003 all'Iraq, cioè la presenza di armi di distruzione di massa che non sono state mai trovate. In realtà, all'epoca l'Aiea guidata da Mohamed ElBaradei non avallò le rivelazioni americane sulle presunte armi irachene. GliStati Uniti vogliono riflettere su come poter esercitare una possibile «pressione supplementare» sull'Iran, dopo il rapporto dell'Aiea sul suo programma nucleare. Il rapporto contiene «affermazioni molto gravi, accuse gravi e l'Iran deve dialogare in modo credibile e trasparente con l'Agenzia atomica internazionale per fugare i timori», ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Mark Toner. Ma Obama teme che nuove sanzioni «robuste» nei confronti della Banca centrale di Teheran e sul petrolio iraniano possano scatenare un nuovo choc economico. Tra l'altro l'amministrazione Obama sostiene che le sanzioni «arriverebbero troppo tardi» ormai l'Iran è a un passo dalla bomba. Invece, dicono alcune fonti, Washington cercherà di convincere alcuni dei partner commerciali di Teheran, tra i quali gli Stati del Golfo Persico, Sud Corea e Giappone, di unirsi sanzioni esistenti. È la prima volta che gliStati Uniti rivelano che l'opzione militare è vincolata alla situazione economica. La crisi globale è troppo pesante perché si possa dar vita a cuor leggero a un nuovo conflitto, di vaste dimensioni, come sarebbe quello contro l'Iran.

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Maurizio Piccirilli

10/11/2011

  • 11/11/2011 16:15
    Bella scoperta, perchè esistevano dei dubbi sui fornitori della tecnologia bombarola. Grazie alla Cina e alla Russia ora possiamo sperare che quanto prima avremo attentati nucleari nelle nostre case.
  • 10/11/2011 17:06
    e lo cedo che difendono l'Iran! sono loro i fornitori del materiale occorrente per fare la bomba atomica! del resto fra ... canaglie... si in tendono.
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