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Notizie - Cultura e Spettacoli

05/10/2011, 05:30

Il premio suddiviso tra tre astrofisici: due statunitensi e un australiano

Nobel della Fisica ai cacciatori di supernove

Il Premio Nobel per la Fisica, assegnato ieri dalla Royal Swedish Academy of Sciences per gli studi sull'espansione dell'Universo attraverso l'osservazione di lontane supernove, è andato per metà all'americano Saul Perlmutter del Supernova Cosmology Project del Lawrence Berkeley National Laboratory dell'Università della California a Berkeley, in California (Usa).

L'altra metà del premio è stata assegnata a Brian P. Schmidt del «The High-z Supernova Search Team» dell'Australian National University di Weston Creek (Australia) e ad Adam G. Riess del «The High-z Supernova Search Team» del Johns Hopkins University and Space Telescope Science Institute di Baltimore, Md (Usa). È l'Universo e la sua espansione accelerata e i misteri che con questi sudi si spera di svelare che hanno spinto l'Accademia di Stoccolma ad insignire questi studiosi. L'aspetto centrale delle ricerche dei tre scienziati, come si legge nel comunicato finale della prestigiosa istituzione, è che l'Universo è in continua espansione e potrebbe trasformarsi in ghiaccio. I tre studiosi hanno osservato circa 50 supernove, che sono esplosioni stellari che costituiscono lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce «e hanno scoperto che l'Universo si sta espandendo a un tasso in via di accelerazione». «Una scoperta - spiega l'Accademia nel suo comunicato ufficiale - che è arrivata come una sorpresa completa anche per i tre studiosi». Dalle ricerche è quindi emerso che le supernove osservate possedevano «una luce meno intensa di quanto ci si attendeva, elemento a prova che l'Universo si sta espandendo». Dal momento del Big Bang, circa 14 milioni di anni fa, l'Universo si espande e «se l'espansione continuerà - sottolinea la teoria dei neo Premi Nobel - tutto potrebbe trasformarsi in ghiaccio». Secondo gli scienziati, inoltre, l'accelerazione viene guidata da quell'enigma scientifico che si chiama energia oscura e che costituirebbe i tre quarti dell'Universo. Un Nobel che guarda al futuro, quando si sveleranno i grandi mistari del cosmo.

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05/10/2011










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