| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

21/09/2011, 20:24
Il regista è arrivato nella capitale insieme a Banderas e alla Anaya. Da venerdì nelle sale la storia di un chirurgo estetico che tiene prigioniera una ragazza, cavia dei suoi esperimenti.
Il grande regista spagnolo Pedro Almodovar ha presentato oggi a Roma il suo ultimo film, "La pelle che abito", distribuito nelle sale dalla Warner a partire da venerdì prossimo. Insieme all'artista, anche i due protagonisti della pellicola, Antonio Banderas e Elena Anaya.
La trama racconta di un chirurgo estetico di nome Robert Ledgard, interpretato da Banderas, che ha perso la moglie in un incidente d'auto che l'ha completamente carbonizzata. Da allora, l'uomo ha come unico obiettivo quello di creare una pelle sostitutiva, leggermente più resistente rispetto a quella umana, ma ad essa perfettamente compatibile. Perfezionata l'invenzione, Robert ha solo bisogno di una cavia. Ma per questo c'è Vera, interpretata da Elena Anaya, una ragazza reclusa per 6 anni nella villa del chirurgo. La giovane è vestita con una strana tuta, una seconda pelle, rinchiusa in una stanza e sorvegliata dalla governante della casa. Ledgard, intanto, la tiene costantemente d'occhio attraverso un enorme televisore
"Non è un film estremo - ha affermato il regista - Anzi, per fare una storia come questa, ho cercato di trovare uno stile sobrio e austero che è risultato anche più efficace" ha spiegato Almodovar, definendo la sua pellicola "un film contro l'abuso di potere e sull'istinto di sopravvivenza".
21/09/2011