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La galera come pena ma non come tortura

DI ANGELO PERFETTI Nel nostro Paese oltre al problema della Giustizia in sé ne esiste uno che scotta ogni giorno sulla carne viva di chi in carcere vive: sia guardie sia ladri. E cioè la condizione di sovraffollamento degli istituti di pena. La manifestazione di Viterbo è l’ennesimo grido disperato per mettere mano a una situazione per la quale lo stesso Napolitano ha chiesto "interventi ineludibili" a Governo e Parlamento.

Carcere l sistema di diritto si basa su un principio fondamentale: commetti un reato contro la persona o la collettività, lo sconti con un ragionevole numero di giorni nei quali sei privato del bene più grande, quello - tanto per intenderci - per conquistare il quale nei secoli migliaia di uomini hanno immolato la propria vita: la libertà. In due parole: se sbagli vai in galera. Giusto. Ma è altrettanto vero che non sono previste pene accessorie: né fustigazioni, né torture, né privazioni del cibo. Peccato però che nel nostro Paese oltre al problema della Giustizia in sé, dei processi lenti, della certezza della pena, ne esiste uno che scotta ogni giorno sulla carne viva di chi in carcere vive: sia guardie sia ladri. E cioè la condizione invivibile di sovraffollamnento all’interno degli istituti di pena. La manifestazione di Viterbo è l’ennesimo grido disperato per mettere mano a una situazione per la quale lo stesso Napolitano ha chiesto «interventi ineludibili» a Governo e Parlamento. Una battaglia - a onor del vero - fatta in primo luogo dai Radicali. Non a caso a partire dal 14 settembre, Marco Pannella ha ripreso la sua iniziativa non violenta di sciopero della fame proprio per porre l’attenzione sull'emergenza carceri, la riforma della giustizia e l'amnistia. «Quando c’è un problema di legge bestemmiata - dice il leader radicale - quando c’è un problema di giustizia negata per tutto il Paese, della Costituzione negata e altro, allora su questo va spesa qualche parola di più, e occorre dare la precedenza a questa questione perché essa va risolta». E così duemila persone hanno scioperato il 14 agosto con Pannella perchè sia finalmente varata una riforma risolutiva. Ora la discussione è arrivata a Palazzo. E l’occasione non va persa.

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Angelo Perfetti

20/09/2011

  • 01/05/2012 14:58
    ma è possibile che non fate altro che occuparvi dei detenuti?
  • 10/04/2012 16:43
    Bene, allora si costruiscano nuove carceri e per chi non è pericoloso e se non c'è pericolo di fuga ci vorrebbero pene sostitutive, lavori socilmente utili e cose del genere. La reimmissione in libertà che piace tanto ai radicali non è una soluzione.
  • 09/04/2012 10:33
    NESSUNA pietà per chi NON ha avuto pietà degli altri, finche non hanno scontato TUTTA la pena. Perchè non Vi mettete nei panni di chi ha subito ogni genere di violenza?
  • 23/12/2011 12:15
    C'è la stragrande maggioranza della popolazione italiana che pur guadagnandsi onestamente il pane non riesce ad arrivare a fine mese e voi vi preoccupate per dei delinquenti incalliti che oltretutto mangiano e dormono gratis solo perchè stanno un pò strettini nelle loro celle? Ci vorrebbero i lavori forzati invece perchè uno dei mali del nostro paese è proprio l'assurda illusione che il carcere serva a recuperare e non a punire.
  • 18/12/2011 17:31
    Tutto ilrispetto possibile per costoro. Sono anch'essi esseri umani.Molti di essi sela sono anche cercata. Ma per coloro che hanno perso o stanno per perdere il lavoro, c'è qualcuno che si preoccupa? Monti a costoro gli sta chiedendo anche l'ICI.
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