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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

14/05/2011, 05:30
Sei barconi con oltre 1250 persone a bordo approdano sull'isola.
Una raffica di sbarchi. Più di 1250 migranti hanno raggiunto Lampedusa su sei barconi. Forse tra loro ci sono anche i 200 che giovedì sera avevano lanciato l'Sos con un telefono satellitare da un «legno» localizzato a 80 miglia dalle coste libiche. Un'ondata che farebbe parte della strategia «punitiva» di Gheddafi, tanto da spingere il responsabile della Farnesina a chiedere che nel dossier contro il Colonnello aperto dalla Corte penale internazionale sia inserito anche questo «strumento criminale» adottato dal regime. In otto ore sono state soccorse cinque imbarcazioni. Dopo la prima «carretta» con 166 profughi approdata all'alba, sono sbarcati sulla più grande delle Pelagie 265 persone, poi 191 e infine 142. C'erano anche molte donne e bambini. In porto è giunto anche un gruppo di ottanta dei circa 500 migranti che erano su un barcone alla deriva con il timone in avaria. Anche in questo caso, gli extracomunitari sono stati trasbordati su unità delle «fiamme gialle» e della guardia costiera. Ma non era finita. Una sesta barca, che era alla deriva a circa 25 miglia da Lampedusa, è stata raggiunta da altre motovedette. Su quest'ultimo mezzo c'erano anche alcune donne in stato di gravidanza. In questi giorni, inoltre, l'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) sta trasferendo centinaia di migranti fuggiti dalla Libia e bloccati in zone desertiche del nord del Ciad. Sono 1.500 i rifugiati che al momento si trovano nelle città di Abeche e N'Djamena, dove hanno potuto usufruire di cure mediche. Dall'inizio del conflitto, oltre 23.500 rifugiati, la maggior parte ciadesi, sono arrivati nelle città di Faya e Kalait nel nord del Paese dopo lunghi viaggi nel deserto del Sahara in camion aperti con scarse provviste di acqua e cibo. L'Oim ha poi reso noto che da metà febbraio circa 770mila tra migranti di varie nazionalità e libici sono fuggiti in Algeria, Ciad, Egitto, Niger, Tunisia e Sudan o hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l'Italia e Malta. Per quanto riguarda, infine, la vera e propria invasione che negli ultimi giorni sta subendo Lampedusa, l'invio di barconi verso l'Europa, sostiene Franco Frattini, è «uno strumento criminale che viene usato dal regime» per esercitare pressioni. Quindi sono episodi che devono essere «considerati nel dossier» che la Corte penale internazionale sta preparando sul raìs. E il procuratore della Corte dell'Aja, Luis Moreno Ocampo, chiederà lunedì ai giudici di spiccare mandati di arresto per crimini contro l'umanità contro «tre persone che sembrano avere la responsabilità maggiore» per le violenze commesse contro il popolo libico. I nomi non sono stati diffusi, ma è pressochè scontato che nel mirino di Ocampo ci siano Gheddafi e suo figlio Saif Al-Islam. «Le prove - si è appreso dall'ufficio del procuratore - mostrano che le forze di sicurezza libiche hanno condotto attacchi sistematici e su grande scala contro la popolazione civile» ed esisterebbero informazioni «pertinenti» su crimini come lo stupro e attacchi compiuti contro cittadini del Nordafrica immigrati in Libia. Tornando a Frattini, il ministro ha sottolineato che quella di queste settimane «non è un'emigrazione verso di noi per la sola disperazione, ma uno strumento criminale che viene usato dal regime di Gheddafi. Abbiamo visto centinaia di persone morire - ha concluso Frattini - e, se si espongono persone alla morte sicura, si commette certamente un crimine». Parole che non si possono non condividere, considerando che da fine marzo, secondo L'Alto commissariato per i rifugiati (Unhacr), 1200 persone in fuga dalla Libia hanno perso la vita nel Mediterraneo.
Maurizio Gallo
14/05/2011