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09/03/2011, 05:30
Oggi al Quirinale il Consiglio Supremo di Difesa. Al vertice di Palazzo Chigi solo uno scambio di informazioni.
Il mondo si attiva per la crisi libica. I governi sono da tempo all'opera con piani e strategie per abbattere il regime del Colonnello. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, convoca i vertici militari al Quirinale per il Consiglio supremo di difesa. Ma i ministri si incontrano solo per scambiarsi le informazioni. Già ieri a Palazzo Chigi il vertice si è trasformato nell'ennesimo incontro, il terzo, senza decisioni operative. L'unico tema effettivamente affrontato dal governo resta quello dell'immigrazione con la prima riunione del tavolo tecnico di coordinamento tra ministero dell'Interno e Autonomie locali sull'emergenza umanitaria dovuta alla crisi libica che si tiene oggi al Viminale.
Così tra i ministri che fanno melina la crisi in Libia sarà il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio Supremo di Difesa che si riunisce stamattina al Quirinale. All'incontro, presieduto da Giorgio Napolitano, partecipano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, cinque ministri e il vertice delle forze armate. Fissata già da quattro mesi, la riunione non poteva cadere in un momento più opportuno, visto che la situazione in Libia sta precipitando e che nei prossimi giorni l'Italia dovrà rappresentare la sua posizione in vari forum internazionali: al Consiglio Europeo straordinario di venerdì a Bruxelles, alla Nato e alle Nazioni Unite.
L'incontro, a porte chiuse, servirà a mettere a punto la posizione italiana di fronte alle varie ipotesi di intervento multinazionale e di possibile coinvolgimento del dispositivo militare italiano, accanto a quello di altri paesi, in missioni umanitarie o di altro genere. La posizione dell'Italia è particolarmente delicata, in quanto paese europeo geograficamente più prossimo a Tripoli, e in quanto paese firmatario di un Trattato di amicizia con la Libia che pone vari vincoli, primo fra tutti l'impegno a non concedere l'uso del territorio.
Un primo esame della situazione è stato fatto ieri sera a Palazzo Chigi in un vertice convocato dal sottosegretario Gianni Letta che ha aggiornato la «fotografia» della crisi della sponda sud del Mediterraneo. Il giro di tavolo (cui ne seguirà un altro già domani a margine del Consiglio dei Ministri), si è avvalso dei contatti avuti dall'Italia negli ultimi giorni con molte cancellerie occidentali ma anche con l'opposizione libica, i paesi del Golfo ed il mondo arabo. Al momento non sarebbero emerse novità sul fronte delle decisioni operative anche se si sarebbe discusso a lungo dell'ipotesi di una no fly zone. Sulla questione di un eventuale intervento militare italiano si è invece già espresso il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, spiegando che questo sarà possibile solo in ambito Onu e Nato e solo «per evitare conseguenze gravi per i civili e per la stabilità nazionale».
Filippo Caleri
09/03/2011