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28/11/2010, 05:30

Notizie - Cultura e Spettacoli

Michelangelo, scoperto il modello della Pietà vaticana

Ritrovata la scultura in terracotta perduta di Buonarroti. Lo studioso Doliner: è la genesi dell'opera conservata a San Pietro.

Il mondo dell'arte ritrova «La Madonna della Febbre», il modello in terracotta di Michelangelo Buonarroti che ispirò la Pietà vaticana. Ne fornisce le prove lo studioso ebreo americano di storia dell'arte, Roy Doliner, che le presenterà in un evento riservatissimo giovedì a Roma, dove la scultura sarà mostrata a pochi fortunati e presentato il saggio di Doliner intitolato «Il mistero velato» (DEd'A), che racconta la storia di questa scoperta. Poco meno di otto anni fa un collezionista italiano entra in una piccola bottega di antichità. Il venditore d'arte gli mostra qualche pezzo. Tra questi, una bellissima e sconosciuta terracotta riposta in una scatola di cartone ammuffito. Sembra essere una sorta di Pietà del '700-'800, con un Cristo deposto sul grembo di Maria e un angioletto che reggeva la mano morta di Gesù. Quel collezionista se ne innamora. Decide di comprare la scultura e affidare alla dottoressa Loredana Di Marzio il restauro di un'opera imbrattata e guastata dal tempo. Ci vogliono tre lunghi anni per togliere, uno dopo l'altro, ben nove livelli di ridipintura. Dalla polvere emerge un capolavoro. Per ora anonimo. È grazie agli ulteriori studi in laboratorio che la statua riesce ad avere una datazione del tardo '400: secondo la studiosa Giuliana Gardelli «La Madonna della Febbre» va attribuita allo scultore Andrea Bregno, il più grande artista a Roma nell'era che precedette l'ascesa di Michelangelo. E gli esperti concludono: Buonarroti si ispirò a Bregno nella realizzazione della Pietà vaticana. Il tempo intanto passa. Sono i primi mesi del 2010 quando dal suo studio di Roma Roy Doliner riceve un'email. Gli scrive il proprietario de «La Madonna della Febbre» spiegando che alla base dell'opera nota due lettere ebraiche. E, avendo Doliner già scritto dei segreti dei simboli ebraici nella Cappella Sistina, lo invita a osservare la scultura. Doliner accetta. Si paga il biglietto e raggiunge il proprietario. Quando lo studioso d'arte vede la statua resta basito. Immobile. Sbalordito. È convinto di non trovarsi di fronte a una scultura di Bregno. «Per me - dice - è un Buonarroti». Il proprietario, che già aveva avuto opinioni simili ma a cui aveva dato poco peso, per poco non sviene. E fa un patto con Doliner: se lo studioso riesce a certificare che è un Buonarroti allora avrà diritto a scrivere un libro a riguardo. Doliner si mette al lavoro. Iniziano mesi di investigazione. Applica più metodi. Quelli classici legati all'arte. E quelli del Talmud. L'obiettivo è trovare nella scultura un siman (tradotto dall'ebraico è un segno che stabilisce il proprietario di un oggetto). Il primo dato è che Michelangelo soleva fare moltissimi modellini in terracotta, mentre Bregno no. In più, alla fine del 1400 Bregno era al massimo del successo e difficilmente avrebbe fatto un «provino» per qualcuno, mentre il ventenne Michelangelo probabilmente sì. Secondo indizio scoperto da Doliner: in quel tempo si utilizzavano tante grandezze di misura a seconda della formazione artistica. Bregno utilizzava il cubito romano (poco più di 44 cm), Buonarroti il braccio fiorentino (poco più di 58 cm): la base de «La Madonna della Febbre» è di 58,3 cm. Il terzo indizio trovato da Doliner è tutto nell'estetica dell'opera. Nell'anatomia dei personaggi scolpiti. Michelangelo modellava i corpi, esaltando i muscoli, la plasticità dei movimenti. Bregno, invece, nascondeva con le vesti la corporatura. Per Doliner tutte le ricerche portano a Michelangelo Buonarroti. Un'ultima conferma gli arriva direttamente da Antonio Basoja, ultimo e fedelissimo assistente del Maestro. Antonio ebbe in eredità da Michelangelo «La Madonna della Febbre». Nelle carte legali, conservate nell'archivio del Collegio dei notai capitolini, Antonio, che ebbe un contenzioso proprio su quella statua, chiamò l'opera «il Modello della Madonna della Febbre» di Michelangelo Buonarroti. Così Doliner porta i risultati all'attuale proprietario della statua, scrive il suo libro e in queste ore si prepara a presentare al mondo le sue prove. «La Madonna della Febbre» è il modellino in terracotta di Michelangelo della Pietà vaticana. Un anello mancante nella storia dell'arte giovedì tornerà a Roma dopo secoli. Per una sola notte.

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Fabio Perugia

28/11/2010

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