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02/11/2010, 10:44

Notizie - Politica

L'editoriale

Sta per arrivare il botto

I rumors di Palazzo: Berlusconi sarà indagato a Milano. Ecco lo scenario della crisi in sette punti. A Palermo spunta una cubista...

Silvio Berlusconi Cosa succede nel Palazzo? Si fanno scenari, come prima più di prima. L’ultima sceneggiatura su cui si stanno scervellando i politici di corto e lungo corso tra Camera e Senato prevede una sequenza da botto finale: 1. Silvio Berlusconi sarà indagato dalla procura di Milano per la vicenda della telefonata alla questura;

2. Un minuto dopo Gianfranco Fini chiederà al presidente del Consiglio di rimettere il suo mandato;

3. Berlusconi proverà a resistere con tutte le sue forze. E il comunicato di ieri del Pdl anticipa questa mossa e avvisa i naviganti: rovesciare il governo sarà una durissima impresa, daremo battaglia;

4. A quel punto il gruppo di Futuro e Libertà farà mancare il suo appoggio alla maggioranza;

5. La Lega coglierà la palla al balzo per spingere verso la crisi, le elezioni anticipate (il Carroccio ieri parlava di «rivolta» contro il governo tecnico) e capitalizzare la propria posizione;

6. Il presidente del Consiglio tenterà un’operazione di puntellamento cercando di coinvolgere l’Udc (primo passo: anticipazione del libro di Vespa) nel gioco della maggioranza, ma di fronte allo sbarramento del neocostituito comitato di liberazione nazionale da Silvio, il premier sarà costretto a salire al Quirinale e formalizzare davanti al Presidente della Repubblica la crisi di governo;

7. Il presidente Napolitano aprirà un giro di consultazioni con tutte le forze politiche. Il racconto per ora si ferma qui, perché i passaggi successivi sono a dir poco nebulosi e soprattutto nessuno può prevedere che cosa farà il Presidente della Repubblica davanti a uno scenario così ingarbugliato e imbarazzante per le istituzioni. Di fronte a Napolitano si presenta infatti l’inedito caso per la nostra storia di un governo che va in crisi per uno scandalo a luci rosse e un brancaleonesco divorzio tra due leader politici che non si sono mai amati ma per sedici anni almeno sopportati a vicenda.

I sette punti elencati possono arricchirsi di ulteriori eventi, contrattempi, incidenti e accidenti, ma sono la trama di un percorso che di ora in ora subisce accelerazioni. Lo stop and go dei finiani non convince più nessuno, ma in questo momento è più che sufficiente per mandare all’aria il governo e poi domani è un altro giorno e si vedrà quale sorte avrà questo Paese. Detto questo, in attesa di vedere altri soggetti entrare in campo e altre situazioni venir fuori dal cilindro magico delle procure, è vero che il nodo di tutta la vicenda è quella telefonata a dir poco irrituale da parte della più alta carica del governo alla polizia di Milano, ma il plot narrativo che resta nell’immaginario collettivo è quello di una storia di donnine venuta a galla per l’ennesima fuga di notizie da parte di una delle tante procure che si stanno dando da fare per incastrare il Cavaliere.

Questo è il punto, il resto della vicenda è un corollario e la politica è davvero annichilita, ridotta ai minimi termini. La telefonata in questa telenovelona è solo l’artificio retorico necessario per innescare l’indagine e gli accertamenti non solo sul questore di allora - Indolfi ieri è stato interrogato dalla procura - ma anche sul ruolo avuto dal presidente del Consiglio nella liberazione di Ruby, la ragazza marocchina che ha innescato lo scandalo o presunto tale. In un altro sistema e in un altro Paese, prima di tirare le somme, le righe e soprattutto far tirare le cuoia all’esecutivo si sarebbe aspettato l’accumularsi di fatti precisi, distinguendo la politica a cui si dedicano molte persone perbene, dal folkore, dalle battute a buon mercato e da un contesto di generale degrado e scadimento del dibattito pubblico.

In un altro contesto sarebbe stato decisivo leggere il verbale redatto dalla polizia sulla vicenda Ruby per capire dove stanno i torti e le ragioni, quali sono le reali dimensioni del fatto e del chi ha fatto cosa, ma se osserviamo tutta la dinamica del caso "Bunga Bunga" è chiarissimo che in realtà questo non è che un tassello e non è poi così importante, anzi è addirittura marginale rispetto al the end immaginato da chi tira i fili di questa operazione di macelleria non di un governo, ma dell’intero sistema istituzionale.

Ciò che conta in questo scenario da cinepanettone avariato è la tempistica e l’onda d’urto che viene prodotta dalla notizia del Cav indagato, nient’altro. Il boato sovrasterà ogni ragionamento e tentativo di produrre una soluzione che salvi non Berlusconi, ma quel che resta del nostro sistema politica. La verità per la ditta di demolizioni che ha preso l’appalto dell’opera finale è un incidente di percorso che può verificarsi o meno, ma non è il nocciolo del racconto e non serve a costruire lo scontato epilogo ribaltonesco.

Siamo precipitati in una dimensione totalmente mediatica e stupisce che nella maggioranza in pochi abbiano davvero compreso che la partita si gioca tutta sul piano della comunicazione e non delle eccezioni legali e dei miopi giochetti in toga. Ci vorrebbe non il solito Azzeccagarbugli, ma una sopraffina mente politica per uscire da questo pantano e salvare la maggioranza da una crisi che per il momento appare davvero alle porte. Nessuno pensa seriamente che la legislatura possa giungere al termine in queste condizioni e tra il Pdl e i finiani in realtà è in corso solo il gioco del cerino, un continuo rimandare al mittente la mossa che dovrebbe poi portare alla crisi e caduta del governo. Chi rompe e fa cadere l’esecutivo, si porterà dietro il peccato originale di aver chiuso la legislatura in maniera prematura.

La verità è che siamo giunti a velocità stratosferica alla mano finale del partitone a poker tra l’outsider Berlusconi e l’establishment che per sedici anni non l’ha mai accettato come espressione della maggioranza degli italiani.

La nota dei capigruppo del Pdl che chiede a Fini di esser chiaro una volta per tutte sul suo appoggio all’esecutivo e la scontata risposta di Futuro e Libertà che assicura lealtà e chiede il rilancio del governo è solo un «dialogo» del tutto artificioso in un racconto collettivo della nostra politica che prevede il crollo, lo stupore ipocrita, il crac del Paese e l’arrivo di un Uomo della Provvidenza che puzza di Gattopardo lontano un miglio. Questo minuetto eseguito con lo stiletto nascosto dietro la schiena è il segnale che stiamo per assistere alla fine del primo tempo di una pellicola con una sceneggiatura incredibile, un film che tra qualche giorno delizierà gli spettatori della politica con memorabili scene d’azione, inseguimenti e assalti alla diligenza. Qualcuno in sala in queste ore sta ridendo sguaiatamente, pensa di assistere alla proiezione di un film comico e invece siamo di fronte a una tragedia. Ordinate il popcorn e state incollati alla poltrona, nel Palazzo sta per saltare tutto.


 

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Mario Sechi

02/11/2010

  • 02/11/2010 23:28 peppino coppola
    ora basta! sembra quasi che berlusconi voglia regalare i suoi voti a fini. per il bene del centrodestra e per evitare ilsuccesso di un personaggio discutibile e dalle idee che nulla hanno a che vedere con quelle di destra, è necessario che berlusconi faccia un passo indietro per consentire al pdl di proporre un leader serio e credibile, qualità che il cav non ha.
  • 02/11/2010 21:46 sandro
    Mi è stato detto: chiudi gli occhi ed immoagina tua figlia o tua nipote di 17anni. A questa fanciulla si avvicina un anziano di 75 anni che le fa delle avances sessuali. Tu come ti comporti?
  • 02/11/2010 19:51 maurizio
    una sola cosa non capisco di tutta questa faccenda e riguarda il famoso cerino dello staccare la spina al governo che nessuno dei due vuole gli resti in mano ebbene non capisco fini perche' non voglia rimanere col succitato cerino in mano io credo che tale cerino sia un trofeo da rivendicare con vanto e che porterebbe al suo nuovo partito tanti voti tra i quali il mio e non un simbolo di ludibrio fini ha avuto coraggio a fare cio che sta facendo ed il coraggio e' sempre ammirevole specialmente se usato per cause nobili e cercare di ridare dignita' alla destra italiana certamente lo e'
  • 02/11/2010 18:02 angela
    come si fa a non vedere il comportamento schifoso di fini e che è tutta una terribile montatura. Va bene Beerlusconi, è un grande deve dire quello che pensa tanto lui sa governare e tutti gli italiani lo sanno come sanno che fini è stato e sarà solo e sempre un bluff!!! Chi lo vuole se lo pigli, se lo voti tanto è un inconcludente che è solo capace di distruggere come sta favcendo con l'Italia. La SX se lo porti viaasaaaaa
  • 02/11/2010 16:32 frankiefrau
    Silvio deve lasciarli al loro misero destino e deve tornare ad arrabbiarsi come faceva prima perchè cosi piace agli italiani.
  • 02/11/2010 15:31 Eleonora
    Ma da che pulpito viene la predica: Fini chiede al Cavaliere di fare un passo indietro. Doveva farlo lui quando e' emerso che suocera e cognato, dietro suo intervento, in Rai, hanno avuto appalti e altro... per non parlare della casa di Montecarlo. Per lui e per tutti quelli che con le procure amiche e super attive tirano fuori di tutto e di piu' per disarcionare il cavaliere c'e' un solo epiteto. SEPOLCRI IMBIANCATI.
  • 02/11/2010 12:41 aurim
    Magari saltasse tutto per aria. Ma queste storie riguardano un solo uomo che è talmente chiaro chi è che non voglio nominarlo. Dico però che se si rendesse conto veramente del polverone mediatico e non che suscitano queste cose, dovrebbe essere molto più cauto. Lui deve capire che non è libero di fare quello che vuole dalla posizione in cui sta e doveva capirlo da subito perchè Si chiama con lo stesso nome di p'rima ma purtroppo per lui è il Presidente del consiglio di tutti e quindi.....
  • 02/11/2010 11:54 Maurice
    Sono un sostenitore del PDL....in crisi. Berlusconi per il bene del partito dovrebbe fare un passo indietro. La moralità è un valore importantissimo per la destra. Valore che non può essere calpestato.
  • 02/11/2010 11:26 Vincenzo Costantino
    La tesi del dott. Sechi è quantomeno bizzarra: a suo avviso il problema non è il destreggiarsi del nostro premier tra prostitute minorenni, pressioni in Questura e balle colossali come quella di Mubarak, ma che di queste nefandezze i cittadini siano portati a conoscenza (e come al solito la colpa è sempre delle Procure ). Inoltre: Sechi se la prende ancora con Fini, ma in queste ultime ore lo scenario è cambiato. Politicamente parlando, ormai il presidente del consiglio è un ostaggio nelle mani della Lega, come Mussolini, a Salò, lo era nelle mani dell’amico Hitler. Quando Bossi – non Fini – staccherà la spina, la testa di Berlusconi rotolerà.
  • 02/11/2010 11:06 Franco
    Ecco l’ennesima analisi che cerca di dare un senso a tutte le tessere del puzzle, ma partendo da un principio che viene considerato granitico e che invece è all’origine di tutti i guai: qualsiasi cosa, ma Berlusconi non si tocca! Peccato solo che sia il modo più diretto per sancire che non esiste una “politica” di centrodestra, altrimenti si cercherebbe di salvarla a tutti i costi, anche quello di passare finalmente lo scettro a personaggi più credibili dal punto di vista istituzionale. Ma si sa, un buon soldato non si arrende mai. Neanche di fronte all’evidenza …
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