A cosa si deve la sua incursione al Puff? «Ho incontrato Fiorini prima dell'estate e mi ha detto che aveva bisogno di un tempo più lungo del solito prima di presentare il nuovo spettacolo. "Sei venuto qui agli inizi e mi fido di te", ha affermato Lando, pregandomi di aprire il suo cartellone. Siccome mi ero tenuto un periodo libero, perché parto con la mia nuova commedia dal 4 novembre, ho accettato. Propongo un titolo semplice come "Eccomi di nuovo qua" in cui ripercorro gli anni passati e i tanti eventi accaduti con leggerezza e divertimento». Quali temi affronterà ? «Racconto come eravamo e come siamo con l'occhio di una persona matura a cui sembra che la situazione sia peggiorata. Magari per i giovani sarà diverso... Se una volta si usciva con la camicia stirata dalla mamma, ora si indossano i jeans col cavallo alle ginocchia! È cambiato il look, ma soprattutto il modo di pensare. Si comunica solo col telefonino, eppure ci parlavamo così bene con l'apparecchio appeso al muro e persino condiviso con il duplex!». Toccherà la politica? «Non tanto. Ci sarebbe molto da dire, ma forse anche niente. Ci vorrebbe una satira troppo profonda per essere davvero efficace e il Puff è la sede del cabaret scacciapensieri». È emozionato nel tornare sul palco che l'ha visto giovane? «Era un "Puffettino" con le scalette che scendevano giù, un palchetto e una pedanina. Parliamo di oltre quarant'anni fa. Era l'epoca della nascita del cabaret romano: c'erano il Sette per otto di Costanzo, Il giardino dei supplizi di Luciano Cirri, Castellacci e Pingitore e io aprii Il cordino, in una sala di Trastevere poi diventata sede del Folk Studio. Fiorini mi chiamò al Puff per sostituire Montesano, appena scritturato in televisione, e ci sono rimasto quattro anni. È come se fosse il luogo in cui sono nato!». Che immagine offre al pubblico di oggi? «Mi aiutano a vivere e a fare questo lavoro il rispetto e la simpatia degli spettatori di ogni età : i giovani mi apprezzano e gli anziani mi sono affezionati».
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09/09/2010