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06/09/2010, 05:30

Notizie - Politica

Gli ex An: "È lui che ha tradito"

La Russa: è stato Gianfranco a cambiare bandiera non noi. Gasparri: ha fatto un frullatore, meglio colonnelli che cognati. Alemanno: E' irreversibile l'uscita di Fli dal Pdl, è un altro partito.

Ignazio La Russa È stato un discorso duro, sferzante. La rottura è ormai consumata. Tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi c'è un fossato incolmabile ma se il Pdl «è morto e c'è solo il partito del predellino» (sono le parole del presidente della Camera), manca ancora il partito della scissione. Futuro e Libertà resta un gruppo parlamentare e ora dentro il Pdl ci si interroga su quelle che saranno le prossime mosse di Fini. Cioè cosa accadrà quando le critiche di Fini si misureranno sul campo parlamentare con le iniziative del Pdl. «Mi auguro che quello che ha detto Fini sui 5 punti sia una linea positiva di appoggio in Parlamento e non una tattica di logoramento» è la reazione a caldo del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che punta anche l'indice sul doppio e incompatibile ruolo di Fini «leader di una formazione politica e presidente della Camera». Quanto ai richiami di Fini sulla riforma della giustizia per Cicchitto esistono due questioni: superare l'uso politico perchè i magistrati fanno politica e Berlusconi non deve essere sottoposto al bombardamento di cui è vittima dal '94».


Fini ha lanciato strali velenosi anche contro quei «colonnelli che hanno cambiato generale e sono pronti a farlo un'altra volta». E Gasparri, capogruppo del Pdl in Senato, ha replicato a tono: «Affermazioni ridicole. Noi non abbiamo cambiato le nostre idee; Fini invece sì, a partire dall'immigrazione e dalle coppie di fatto di cui non ha parlato. Fini ha fatto un frullatore tra Almirante e le bandiere di associazioni gay....». Gasparri poi invita Fini a «rispondere ai giornali che gli fanno domande su dei beni che appartengono a una storia e ad una comunità che rispettiamo. La gente giudicherà l'incoerenza delle sue affermazioni ridicole». E aggiunge: «Comunque meglio i colonnelli che i cognati». E all'accusa agli ex vertici di An di aver cambiato bandiera, replica piccato anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Non sono i colonnelli che hanno cambiato generale anche perchè è stato lui ad indicarci Berlusconi come leader, ma è il nostro generale che ha cambiato bandiera». C'è chi va oltre e considera nel discorso del presidente della Camera il manifesto della nascita di un nuovo partito. «Fini fonda di fatto un nuovo partito che si presenterà, come ha annunciato, alle elezioni amministrative» afferma Giorgio Stracquadanio. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno sostiene che «ormai Futuro e Libertà è fuori dal Pdl, è un altro partito». Ma Fini «ha fatto parlare più il risentimento verso Berlusconi e il Pdl che la politica».

 
Alemanno comunque vede «ancora un margine per verificare se, nonostante la fuoriuscita, i finiani continueranno ad appoggiare il governo e fare questo patto di legislatura. Ma occorre chiarezza per non lasciare zone d'ombra». Per il ministro Altero Matteoli, altro ex An, «non è vero che il Pdl non esiste più per la semplice ragione che Fini non rappresenta tutta quella destra di cui ha parlato oggi, ma solo una piccola porzione». Detto questo il presidente della Camera «non può affermare di voler ricreare attorno a se stesso un nuovo Pdl, senza essersi prima confrontato con gli elettori». Repliche anche dalla Lega. Per Bossi «non ha detto niente di nuovo e ha dato ragione alla sinistra». Per Maroni «è rinata An e ora bisogna valutare se andare avanti». Ma mentre dentro il Pdl rimbalzano i commenti su quanto è accaduto a Mirabello, Berlusconi sceglie al momento la linea del silenzio. Lascia che a parlare sia il portavoce Paolo Bonaiuti che mette subito in chiaro: «se ci saranno le solite indiscrezioni di fantasia saranno smentite. Il premier non fa nessuna dichiarazione».

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Laura Della Pasqua

06/09/2010

  • 06/09/2010 22:07 sensata
    Fini il grande idiota. reale ed il piu' appropriato ad un personaggio che la storia saprà - sicuramente -assegnargli il posto che merita, da "rinnegatore" del suo passato e "traditore" di chi (Berlusconi) lo ha tolto dalla melma e di coloro (Elettori) che gli hanno dato fiducia per moltissimi anni. Ieri ho ascoltato attentamente in tv il discorso di Fini che mi ha disgustato per l'asprezza/durezza usata nei confronti del PDL, di cui ne è cofondatore ed ancora iscritto, e dei suoi ex colleghi di AN. Credevo che facesse chiarezza sia del suo privato, come da piu' parti richiesto, e nell'ambito della politica come capo fazione, invece niente di tutto ciò. Che vergogna, Fini ha dimostrato di non essere super partes, di non avere dignità, di non rispettare i patti, quindi, merita di mandarlo a casa..... con le elezioni, subito. meditate gente fa cosi perche lo protegono certi magistrati dandole incambio salbacondoto per i beni della compagna non mi voglia lei per cio
  • 06/09/2010 12:41 iddu
    l'ho già detto e lo ripeto,perchè per me è il punto-chiave:se sei per la privatizzazione dei servizi pubblici,non puoi stare nel partito comunista,e se esso ti butta fuori è logico,non pè da stalinisti.se sei per la nazionalizzazione,invece,non puoi star coi liberali.se sei per la caccia e verde contemporaneamente,non puoi lamentarti se il partito ti espelle,avrebbero ragione,dal loro punto di vista.caro fini,dici cose opposte (e con la faccia tosta di chi fa finta di aver sempre avuto tali idee,cosa non vera,prima parlavi come parla da sempre il centrodestra)a quelle che la coalizione da cui ti lamenti di essere stato espulso...non c'è niente di male a cambiare idea,ma quando si passa il limite nel dissenzo,cioè si dice l'opposto della linea di partito,onestè e logica impongono che si faccia fagotto e si approdi ad altri lidi.il vittimismo è fuori luogo
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