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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

04/09/2010, 05:30
Il cantattore contro Milano senza peli sulla lingua: "Aridatece Almirante, Togliatti e De Gasperi". Il concerto: "Stasera canterò a Turania in provincia di Rieti. Lo spettacolo si intitola Roma amore mio".
Ce l'ha con i milanesi che attaccano Roma. E visto che si chiama Lando Fiorini ha più di una voce in capitolo. Alla vigilia del concerto di stasera a Turania, vicino Rieti, il cantattore vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «La vera Roma non è coatta. Ora la Lega ci ha proprio rotto».
Lando Fiorini, perché ce l'ha ancora con Milano e coi milanesi? Perché questi della Lega non si sopportano più. Dopo i miei recenti scontri, ho sentito altri leghisti parlare male della romanità. Ma Roma non è affatto coatta.
Da cosa nasce l'ostilità? Dal fatto che non capiscono qual è il vero romano. Certo che col «Calippo e 'na bira» non ci facciamo una bella figura. Il vero romano, però, è come Fabrizi e Proietti e mi ci metto dentro pure io.
Allora è un problema politico? Certo. Aridatece Togliatti, De Gasperi e Almirante. Ma questi che parlano tanto, rubano pure loro. Guardate un po' quello che stanno facendo. Qui fanno tutti come i calciatori: vogliono venire a Roma e poi non se ne vanno più. Stasera è in concerto in provincia di Rieti con «Roma amore mio».
Da cosa nasce il grande seguito che ha la canzone romana? La canzone romana è sempreverde. Il problema è che mancano i ricambi. Da quando se n'è andata Gabriella Ferri è rimasto un vuoto. Mi manca tanto. Nello show di stasera ci saranno anche omaggi ai grandi del passato.
Perché ha deciso di dedicarsi all'amarcord? Perché in Italia i grandi vengono trattati a pesci in faccia. Solo dopo la morte gli si dà quello che meritano. Leggerò una poesia su Anna Magnani e la lettera che ho scritto ad Aldo Fabrizi. Senza dimenticare Alberto Sordi, al quale dedicherò «E va' (te c'hanno mai mandato a quel paese)».
La tournée estiva è ancora in corso. Sta già pensando agli appuntamenti invernali del Puff? Altro che. È tutto pronto. Quest'anno ci divertiremo con «Sfracelli d'Italia» che debutterà a metà settembre. Già il titolo è tutto un programma. Se reggo, anche quest'anno voglio arrivare alla meta delle 170 repliche.
Dopo tanti anni di onorata carriera qual è il segreto del Puff? Non diamo fregature. E chiunque viene, poi esce contento. Ci ho sempre messo dentro la vita».
Carlo Antini
04/09/2010