Dopo il successo delle aperture precedenti, tutti i venerdì di settembre e di ottobre i Musei Vaticani apriranno le loro porte dalle 19 alle 23 (ultimo ingresso ore 21,30). Ogni pericolo di code sarà evitato con la prenotazione online sul sito ufficiale dei Musei o su quelli della Santa Sede. E così al posto della fila serpentiforme resteranno solo i due serpenti del colossale gruppo marmoreo del Laocoonte, uno dei massimi vanti delle Collezioni Vaticane. Chi l'ha provata conosce bene l'eccezionalità dell'esperienza di assistere ad un rutilante tramonto romano sulla Basilica di San Pietro e sui Giardini Vaticani dal Cortile della Pinacoteca e dalle finestre della Galleria delle Carte Geografiche. Oppure la magia dell'indimenticabile visita al Cortile della Pigna accompagnati dal silenzio di un limpido cielo stellato. Ecco allora nel dettaglio il percorso di visita delle aperture serali con i capolavori da non perdere. Appena entrati, nel Museo Gregoriano Egizio spiccano il trono in basalto del Faraone Ramses II e il rilievo assiro con il Genio alato che adora l'albero sacro. Si arriva poi nel mirabile Cortile Ottagono, cuore del Museo Pio Clementino, che custodisce capolavori del calibro del Torso di Belvedere ed appunto del Laocoonte, per non parlare del magnifico percorso lungo la Sala degli Animali e la sala delle Muse. È poi la volta delle Gallerie superiori fra cui spiccano quelle degli Arazzi e delle Carte Geografiche, oltre alle sale di S. Pio V con una strepitosa collezione di ceramiche medievali e rinascimentali. Poco dopo si entra in un luogo di culto della pittura di tutti i tempi: la serie delle quattro abbaglianti Stanze di Raffaello, affrescate fra il 1508 e il 1524. Come non restare stupiti di fronte alla «Scuola d'Atene» in cui è espresso il «Vero razionale» o al cospetto del drammatico «Incendio di Borgo» che Papa Leone IV spense con il segno della Croce? A seguire, un improvviso salto nel XX secolo ci è offerto dalla Collezione d'arte religiosa moderna, in cui spiccano capolavori di Sironi, Morandi, Matisse, Chagall, Van Gogh, Rodin, Fontana. E subito dopo si approda con somma meraviglia in quel gran «tempio» cristiano della pittura che è la Cappella Sistina, illuminata dai capolavori del Perugino, Botticelli, Signorelli e soprattutto dalla volta e dal sovrumano Giudizio Universale affrescati da Michelangelo. Infine, l'appassionante percorso si chiude con la Galleria Clementina, creata da Papa Clemente XII nel settecento e con le colonne in porfido dei Tetrarchi, i quattro imperatori che regnarono per alcuni anni sull'Impero Romano suddiviso da Diocleziano. E a ottobre ogni serata sarà arricchita da un evento musicale o poetico, come omaggio di queste due arti ai capolavori custoditi nei Musei Vaticani.
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03/09/2010