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Gheddafi a Roma oggi vede Berlusconi
Polemiche sul colonnello: è come a Disneyland

Nuova lezione di Corano a 200 ragazze per il  leader libico che poi incontrerà il premier. Idv: Alemanno gli faccia pagare la tassa per i cortei. La rivista di fare futuro: rapporto commerciale, il cliente ha sempre ragione.

Il leader libico Muammar Gheddafi al suo arrivo a Ciampino Nuovo incontro di Muammar Gheddafi con un gruppo di hostess italiane. Poco dopo mezzogiorno all'Accademia libica, a Roma, sono arrivati quattro pullman con a bordo 200 ragazze per assistere al nuovo seminario sull'Islam del leader libico. Al loro arrivo le ragazze non hanno parlato con i giornalisti. Nel gruppo anche alcune giovani con il velo che domenica si erano convertite all'Islam con un breve rito davanti al leader libico. Un'altra ragazza portava al collo una catenina con una medaglietta con l'immagine del Colonnello.  Le hostess sono in numero molto minore rispetto all'incontro di ieri, quando nella villa ne erano arrivate oltre 500.


DISNEYLAND DEL COLONNELLO - "Se l'Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica - attacca Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo - Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua amicizia con il premier". "Il governo berlusconiano - scrive sul sito Carmelo Palma -  è passatoalla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. La rivista finiana vede analogie tra la visita romana del colonnello e i l rapporto del premier con altri leader interbnazionali. "Quest'idea ha portato Berlusconi a Minsk a tributare sperticati elogi all'ultimo dittatore europeo, il bielorusso Aleksandr Lukashenko, a difendere, in ogni dove, le ragioni e la legittimità della demo-autocrazia putiniana", scrive ancora la rivista on line.


COLONIALISMO AL CONTRARIO - "Se Alemanno è deciso a continuare nella peregrina idea di mettere una tassa sui cortei - provova invece l'Italia dei valori - non perda l'occasione di applicarla al dittatore Gheddafi, il cui tour comporta costi altissimi in termini di forze dell'ordine spiegate e di disagio ai cittadini romani che devono rientrare al lavoro in una città paralizzata". Per il senatore Stefano Pedica, segretario regionale dell'Idv Lazio. "È inconcepibile  che agli operai e agli studenti che protestano si minacci di far pagare le tasse e invece a chi, come Gheddafi, viene in Italia per fare bella mostra di donne e cavalli si conceda ogni privilegio e si paghi ogni spesa". "Oggi è l'Italia a fare la figura del paese coloniale", conclude l'esponente dell'Idv, che annuncia una "tendopoli della legalità" davanti all'Accademia Libica di Via Cortina D'Ampezzo per attendere l'incontro fra Gheddafi e Berlusconi.


ISLAM E POLEMICHE - Le lezioni sull'islam tenute dal leader libico non piacciono a tutti ed è subito esplosa la polemica. il Direttore di Generazione Italia, Gianmario Mariniello, sul sito dell'associazione finiana scrive: "Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o a Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro "diventate musulmane"? Noi no. E non a caso Gheddafi certe pagliacciate - è il termine giusto - le viene a fare a Roma, non a Parigi o a Berlino. Evviva la Realpolitik, ma sui libri di Kissinger non c'è scritto che bisogna concedere ai dittatori la passerella sul suolo patrio, in regime di liceità assoluta: Roma in questi giorni sembra un possedimento extraterritoriale libico". Durissimo il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario che dichiara: "L'Italia è diventata per Gheddafi il paese dei divertimenti, dove il colonnello si permette pure di dire che l'Islam dovrebbe diventare la religione d'Europa. Il tutto nell'imbarazzante silenzio di Berlusconi, che è sempre bravo a fingersi cattolico salvo poi accoltellare senza problemi le nostre radici cristiane in cambio di qualche buon affare". Anche il Presidente dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia, Giuseppe Piperno va all'attacco sulla visita del presidente libico: "Il prossimo incontro lo faccia con noi e ci renda conto delle condizioni disumane degli immigrati in Libia, dei diritti umani non rispettati o degli ebrei cacciati e uccisi dal suo paese nel 1967. È giunta l'ora che una volta per tutte vengano definiti gli indennizzi e i risarcimenti degli ebrei dovuti scappare dai pogrom del 1967 e di tutti gli italiani con l'avvento al potere di Gheddafi nel 1970".

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30/08/2010

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