Marco Antignano, lo zio di Daniele Franceschi, 31 anni, il carpentiere italiano morto nel carcere di Grasse in Francia, racconta i momenti concitati e dolorosi che la sua famiglia sta vivendo dopo aver appreso - con tre giorni di ritardo - del decesso. Marco Antignano osserva che «in questa vicenda molte cose non quadrano». E ricorda che in questi cinque mesi il nipote aveva atteso invano il processo. Sono state fornite, inoltre, racconta lo zio, versioni discordanti sull'ultimo giorno di vita di Daniele. «Io ho parlato con il direttore del carcere, dopo la notizia della morte, e lui mi ha spiegato che l'avevano controllato in cella alle 13.30, e Daniele stava bene. Poi, alle 17, durante il controllo seguente, l'avevano trovato morto. All'avvocato francese che ci assiste, è stato invece detto che, siccome Daniele non stava tanto bene, l'avevano portato in infermeria e gli avevano fatto l'elettrocardiogramma. Dato che il risultato era stato negativo, l'avevano riportato in cella». Sono in corso comunque le indagini della magistratura francese per chiarire le cause del decesso.
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30/08/2010