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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

26/08/2010, 05:30
Identificata una proteina in grado di distruggere il virus dell Hiv nelle scimmie Rhesus. Gli studi possono condurre alla creazione di nuovi farmaci.
L'Hiv potrebbe essere presto sconfitto grazie a una proteina. Ed è dalle scimmie che sembra arrivare una nuova efficace arma contro il virus dell'Aids: è stato, infatti, decifrato nel dettaglio il potere segreto di una proteina delle scimmie Rhesus capace di bloccare il virus Hiv. Imitando il suo meccanismo d'azione si spera, quindi, di ideare nuovi farmaci o una terapia genica anti-Aids. Il risultato, ottenuto dall'équipe di Edward Campbell, della Loyola University Health System di Chicago, è stato reso noto online sulla rivista Virology. C'è da dire che anche noi esseri umani abbiamo una versione di questa proteina, ma la nostra non è in grado di fronteggiare il virus dell'Aids e di fatto è da anni che i biologi studiano e confrontano le due versioni, umana e di scimmie, di Trim5alfa. Nel campo della ricerca scientifica impegnata in forze nella ricerva dell'anti-Hiv, la storia di Trim5alfa ci riporta indietro fino al 2004: sei anni fa venne per la prima volta identificata la capacità di Trim5alfa delle scimmie Rhesus di bloccare il virus dell'Aids.
Poco dopo, con uno studio apparso sulla rivista Current Biology, ricercatori inglesi scoprirono che la proteina delle scimmie è capace di fornire la resistenza all'Aids nel gene che la produce, per via di una differenza rispetto alla versione umana. In poche parole, i ricercatori del National Institute of Medical Research di Londra avevano identificato una mutazione nella proteina delle scimmie che dà la capacità di bloccare l'infezione a Trim5alfa. I ricercatori Usa hanno analizzato nel nuovo studio Trim5alfa delle scimmie, amminoacido dopo amminoacido, e trovato i sei cruciali che rendono la proteina delle scimmie (che è fatta di 500 amminoacidi) capace di inibire l'Hiv. Infatti, disattivando questi sei amminoacidi in provetta, le cellule diventano incapaci di bloccare l'Aids. Infine con uno speciale microscopio i ricercatori hanno visto in 3D, rendendo la proteina fluorescente, come questa attraverso i sei amminoacidi interagisce col virus.
Adesso, se si riuscisse in qualche modo a modificare geneticamente la versione umana di Trim5alfa per farla divenire simile a quella delle scimmie, essa potrebbe essere usata contro l'Aids: in tal modo, si potrebbe arrivare a sviluppare una terapia genica efficace contro l'Aids, indirizzata ai pazienti sieropositivi e basata sull'inserimento del gene di TRIM5alfa modificato all'interno di cellule immunitarie del paziente non ancora infettate dal virus. Così, la terapia impedirebbe ai pazienti sieropositivi di sviluppare l'Aids nella forma conclamata. Grazie a questo studio, inoltre, potrebbero essere prodotti nuovi farmaci che imitano il meccanismo d'azione di Trim5alfa: un «congegno» più facile da chiarire, ora che si conosce il suo «segreto».
Marino Collacciani
26/08/2010