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24/08/2010, 05:30

Notizie - Politica

Il distacco a spillo del Pdl

Gli esponenti di Fli fanno l'errore della Sinistra: si credono migliori degli altri. La finiana Barbara Contini attacca le berlusconiane: scarpe, vestiti, bellezza e incompetenza. E' bufera.

La senatrice Barbara Contini La guerra tra finiani e Pdl, tra ribelli e lealisti, tra terzisti e destristi, s’arricchisce giorno dopo giorno. Ormai siamo alla collisione dei due mondi. E mentre il Palazzo parla un linguaggio che il popolo fatica a capire e rifiuta e s’affolla il dibattito pubblico di governi tecnici, di transizione, balneari e di fine stagione, ecco spuntare un argomento vero, un tema da linguaggio pop, comprensibile a tutti e dai significati ultimi, definitivi, senza appello, storici: il tacco a spillo. Infuria la battaglia a borsettate tra finiane e berlusconiane, tra pensose intellettuali da Camera e le amazzoni-ministre del Cavaliere. Dopo la Tullianeide, l’appartamento a Montecarlo con il cognato in affitto, il patrimonio in saldo di An, ecco emergere in questa indimenticabile estate italiana il «distacco a spillo nel Pdl», la secessione della scarpa e della minigonna. Qui le uniche convergenze parallele che risaltano sono quelle delle gambe lunghe e ben tornite, decisamente migliori di quelle di un Forlani da Prima Repubblica.


Il primo colpo di tacco l'ha tirato la neofiniana Barbara Contini che in realtà agitava una clava («quanto a quelle che fanno carriere su tacchi a spillo e armate di minigonne dico: mi dispiace per la gente, per gli elettori, per chi avrebbe voluto rappresentanti competenti e all'altezza») e per soprammercato tirava una botta storica pure al mito di Mary Quant, al simbolo della liberazione sessuale, del progressismo in corto e della vita da bohème che dovrebbe ispirare i Futurgenerazionisti che alimentano il pensatoio di Fini. É scoppiato un casino ed è la prova che la politica è costume, è spesso scostumata e non si sbaglia quasi mai a osservarla come lo specchio fedele di un Paese. L'argomento non è da prendere sottogamba (battuta involontaria) e dice molto di più di quanto si immagini. Non è un problema di calzature né di calze, di tomaia o suola. Qui siamo di fronte a una voragine, un abisso culturale che non si può ricomporre apparecchiando un tavolo e servendo un vertice di partito. Aveva iniziato la testarossa finiana, la politologa Sofia Ventura attaccando le veline del Cavaliere e da quel momento in poi la metafora del corpo - e ora degli oggetti - delle donne è diventata politica, forse migliore di quella politicante che ci tocca commentare in questi giorni. Almeno comprensibile e tangibile nella vita di tutti i giorni.


Che metamorfosi. Le donne finiane hanno mutuato dalla sinistra il difetto di sentirsi non solo sempre nel giusto, non solo più colte e pensose, più impegnate, ma si sono tautuate senza chiedersi perché lo stemma di famiglia dell'essere antropologicamente superiore. Le ragazze hanno il segno tribale sulla caviglia, appena sopra il bracialetto, loro mostrano tronfie il sigillo del benpensatismo sulla fronte, appena sopra gli occhialini gramsciani. Non andranno lontano perché in realtà sono regrissiste, sognano un modello di donna elitario, aristocratico, con la erre moscia, noioso, senza erotismo, svuotato dell'edonismo necessario per essere vive e palpitanti. Di loro, il buon Ernest Hemingway non avrebbe mai scritto le parole indimenticabili che dedicò a Brett, la protagonista di "Fiesta": «Era costruita con curve come lo scafo di uno yacht da corsa», perché anche in presenza di uno scafo a posto e tirato a lucido, la fantasia si spegne immediatamente di fronte a un gadlerneriano polpettone televisivo «sul corpo delle donne». Siamo di fronte a un grigio femminismo retrò, il primo piatto rancido di un menù stagionato che non ha niente a che fare con quel che viviamo, con ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. I tartufoni del Belpaese saliranno in cattedra, diranno che anche questo è uno scadimento della nostra politica, alzeranno il ditino e spiegheranno al volgo che «all'estero questo non accade». Sbagliato. Nel Minnesota i repubblicani hanno appena messo online un video dove le donne del partito sono da capogiro e quelle democratiche racchie irrecuperabili; in Francia la Rachida e Carlà si sono contese un uomo, Nicolas Sarkozy, a colpi di gonna, gamba, corsetto e cervello da risiko; in Inghilterra le mogli e le amanti fanno e disfano le fortune della politica e l'icona di bellezza nobile di Lady Diana è sempre accesa come il suo sorriso. Noi abbiamo la Contini che casca nel sillogismo bella uguale ignorante che è un'offesa volgare per le donne.


A Berlusconi si possono muovere critiche tutt'altro che tenui sul tema, ma gli va dato atto che in maniera casuale, arruffata, da Cavaliere errante e amante impenitente, ha allargato la platea del Parlamento a donne che sono il canone inverso rispetto a quello politicamente corretto, ma denso di ipocrisie sinistre e inconfessabili convenienze maschili. Sostenere che le ministre non sono degne di esser al loro posto perché sono carine è un oltraggio, un discorso da osteria a notte fonda, non un ragionamento politico. La bellezza non è un peccato originale, come la bruttezza non è un sinonimo certo di intelligenza e impegno. Se questi sono gli argomenti della piattaforma politica dei finiani, stiamo freschi. Banalità sparse al vento, un ventaglio di sconcezze culturali mutuate dal peggio della sociologia trinariciuta di sinistra. Perderanno anche per questo. La scissione è inevitabile anche per questo. Ultima nota: se questo è il metro di giudizio della Contini, se questo è il distillato di cultura al femminile che emerge da Futuro e Libertà, se le veline e le pupe sono automaticamente un gradino sotto le aristocratiche ninfe elette tra i finiani, al posto di Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini, avrei la tentazione irrefrenabile di fare le valigie.

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Mario Sechi

24/08/2010

  • 25/08/2010 10:08 Antonio Cammi
    Vivissimi complimenti a Mario Sechi per l'arguto e spiritoso articolo. Condivido appieno.
  • 25/08/2010 02:07 Giancarlo dall'Ecuador
    Probabilmente la Contini e' una nostalgica di Teresa Noce.
  • 24/08/2010 22:48 Luca ot
    Siamo oramai arrivati a focalizzare attenzioni ed interessi sull’aspetto fisico delle nostre parlamentari quasi fosse l’elemento primario della bontà politica, la condizione sine qua… sarebbe difficile intraprendere percorsi di rinnovamento sentito e meditato per il bene di tutti. La bellezza è un canone d’indubbia importanza, un pilastro delle relazioni umane, una divinità a cui inchinarsi ogni qual volta si desidera ritemprare il corpo e la mente: lo avevano capito i popoli che ci hanno preceduto qualche millennio addietro e noi seguiamo le tracce. Nella fattispecie si ha la percezione che le altre facoltà umane siano state usate come corollario ad essa, complementi d’arredamento indispensabili per fornire un arricchimento maggiore a quest’incanto che lusinga, intriga e coinvolge: l’elettorato, però, vuole delle guide capaci, preparate e sobrie per portare avanti la nostra Italia, quando desidera addolcirsi le pupille e far palpitare i ventricoli volge lo sguardo a Salsomaggiore.
  • 24/08/2010 18:00 Giovanni Attinà
    Sono d'accordo con Stefano. Naturalemnte , caro direttore, ogni occasione è buona per "sparare" contro i finiani. Tra l'altro la Barbara Contini è una bella donna. Ad ogni modo a scegliere devono essere gli elettori(va cambiata la legge elettorale).
  • 24/08/2010 17:37 la pravda
    La Contini misura l'intelligenza e la preparazione delle colleghe con i centimetri dei tacchi a spillo e delle minigonne.Non vorrei che facesse la fine dei razzisti che maltrattano gli ambulanti neri,non sapendo che molti di essi sono laureati.
  • 24/08/2010 15:19 francesco
    La Contini stia zitta, me la ricordo ancora quando grazie al duo Letta-Bondi la mandarono a dirigere il dipartimento italiani all'estero e insieme a Di Biagio inserirono Di Girolamo, perchè cosi aveva deciso Fini. Meglio che stia zitta.
  • 24/08/2010 13:10 Franco M
    Nano, nano... Certi fessi senza fantasia chiamano nano Berlusconi, quando si vede benissimo che la maggior parte delle persone, compresi moltissimi senatori e deputati di sinistra non solo sono all'incirca alte come lui, ma sono anche nani dal punto di vista mentale. I fessi dovrebbero pensare a quello che quel 'nano' è stato capace di fare, per sé e per gli altri. Che Dio ce lo conservi! E che Fini sparisca dalla politica non sarà una perdita per nessuno
  • 24/08/2010 12:29 Lino Bertuzzi
    La destra 'vera'? In Italia una destra vera non c'è mai stata, nemmeno durante il fascismo, che destra non era di certo... Oggi contentiamoci di Berlusconi: è meglio per tutti, meno che per i sinistri scialacquatori ladri e spreconi dei soldi degli altri che ci governarono per decenni e che vorrebbero farlo di nuovo. ma 'non prevalebunt'!
  • 24/08/2010 10:43 franco
    allora: i FINIANI con i "MODERATI DEL PD"....ma chi sono questi,si sappoano nomi e cognomi--- questo mi sembra,personalmente e con modestia, magari un "problema da " capire" dato il momento non proprio "roseo" EVVIVA BELUSCONI CHE FA'
  • 24/08/2010 10:37 lorena
    e infatti nè la meloni nè la gelmini portano tacchi a spille e minigonne...
  • 24/08/2010 10:33 franco
    al di là della sua esternazione politica. che guarda caso esce adesso che i finiani sono fuori dal pdl, parlando di donne e vedendo la sua foto forse un po' d'invidia.....
  • 24/08/2010 10:12 angelo
    Bravissimo direttore. Sobrio e diretto come un sardo d'annata. Come al solito, del resto. Parola di infaticabile lettore calabrese.
  • 24/08/2010 09:08 SlyCat
    ma forse la Contini intendeva che quelle portate dal nano in parlamento sono proprio soltanto sexy e nient'altro... alla moda della stessa 'letizia', che dichiarava di voler fare la velina oppure la parlamentare, con l'aiuto del papi... avercene di belle e preparate, o almeno intelligenti... naturalmente queste sono opinioni, le mie come le vostre, nell'intento di spiegare il pensiero reale della Contini, una che, lo ammetteremo, vanta un curriculum un attimo più probante rispetto alla tristemente nota igienista dentale del tizio che siede a palazzo Chigi... saluti
  • 24/08/2010 09:05 stefano
    Siamo alle solite una persona intelligente come Sechi che pur di schierarsi attacca la destra vera anche su argomenti che come ben sa non erano tirati in ballo per “l’estetica” ma bensì per una questione di “Testa” e non mi si venga a dire che l’optimum sono Santanchè, Meloni, Gelmini ecc. ecc. per governare l’ITALIA.Le critiche quando sono giuste vanno accettate!!!!Tanti saluti
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