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20/08/2010, 05:30

Notizie - Sport

La carriera

Da 30 anni fa tremare le avversarie

Enrico Tonali La carriera internazionale di Josefa (la madre aspettava un maschio, Josef) Idem, la più forte canoista azzurra di sempre, inizia con un 6° posto in K1 agli Europei Juniores di Sofia 1981.

Allora la 16enne «Sefi» gareggiava per la Germania Ovest dove è nata, in Westfalia. Già l'anno successivo affrontava il primo Mondiale a Belgrado e nel 1984 i Giochi Olimpici di Los Angeles in cui sul K2 otteneva il bronzo, propiziato dall'assenza - per boicottaggio - delle terribili valchirie con la pagaia della Germania Est. Da allora però la prua del kayak di Josefa (italiana dal 1990) ha fatto tremare tutte le canoiste della Terra. Sette Olimpiadi (le ultime 5 in azzurro) con ancora il bronzo di Atlanta 1996, l'oro di Sydney 2000 e gli argenti di Atene 2004 e Pechino 2008; più 20 Mondiali disputati (16 per l'Italia) con 19 medaglie, delle quali 5 d'oro e l'ultima nel 2009, bronzo in Canada. Oggi c'è per lei un nuovo via, alle 10 nelle eliminatorie del K1 m 500 del suo 21° Campionato del Mondo, a Poznan, la maglia dell'Aniene di Roma sotto quella azzurra. Un appuntamento ben preparato - con il trainer-marito Guglielmo Guerrini - ma difficile perché viene dopo l'ottavo posto negli Europei di fine giugno in Spagna. Da seguire nei Mondiali polacchi anche i due K1 m 1000 azzurri - entrati ieri in finale - di Cicali e Benassi (anche lui dell'Aniene) e il K4 femminile sempre guidato dalla Cicali, che nel 2008 tentò l'avventura olimpica.

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20/08/2010










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