Fateglieli perché è un genio. E se non siete convinti, fermatevi nel bar pasticceria del paese e assaggiate la granita di gelsi neri e panna, gli arancini di riso con il cuore di ragù e formaggio, i cannoli e le paste di mandorle che suo fratello Santi sforna usando una rara tecnica che valorizzare l'aroma del frutto. Dopodiché lo vorrete abbracciare. Questa pasticceria elegante, ambientata in un paese di 500 anime sulla strada verso Montalbano era il bar del padre; ma nel 1979 Cosimo e Maria, diventata poi sua moglie, e il fratello Santi, accettarono l'invito di un imprenditore: aprire una pasticceria-gelateria a Vulcano. E fu il boom, anche perché i maestri che i Cautela assoldarono erano reduci dalla mitica pasticceria Herrera di Messina. Con loro Santi imparò l'arte della raffinatissima pasticceria messinese, che dal 1983 è concentrata in questo locale che ha pure un'incredibile selezione di vini (e fa la pizza). Cosimo però aveva un sogno: le feste di matrimonio. Così, su un promontorio che dal golfo di Tindari guarda le Eolie, ha costruito la sua reggia: due sale delle feste, 22 camere con idromassaggio, un giardino con piscina che s'affaccia sul mare aperto. Ci ha messo sei anni, ma il 21 dicembre del 1995 ha inaugurato La Rosa dei Venti, che di lì a poco sarebbe diventato uno dei posti più apprezzati per far festa. In questo periodo, ogni sera, c'è una cena: alle 19 preparano il buffet di benvenuto in giardino, alle 20, accolta da Cosimo in persona, arriva la sposa con la musica trionfale. Poi tutti a tavola, per uscire verso mezzanotte al buffet dei dolci. Il resto è musica, ballo, allegria: all'aperto o sul palco della sala dove gli sposi dominano la scena. Fa 150 matrimoni l'anno e la cucina, da 12, è quella di Camillo Onnis, un maestro del pesce, servito anche alla coppia che viene qui per la cena romantica. È insomma la storia di un'impresa che ha vinto, usando l'arma della qualità , ma anche della solennità vissuta dentro il rispetto dei tempi a tavola, senza esagerazioni. Neanche sui prezzi. Qui la crisi non si sente, se non che i matrimoni viaggiano a ritmo di meno invitati rispetto a prima (120 in media). Ma Campogrande è diventato una meta del gusto, con un turismo in divenire, benché a 7 chilometri ci sia il lido di Falcone, ancora poco affollato. Cautela di nome e di fatto, dunque, ma scommettendo sul pesce fresco, sulla pasta sacrosantemente al dente, sui superbi dolci, su vini eccellenti. Tanti auguri Cosimo! La Rosa dei Venti è un piccolo paradiso incastonato, fra la terra e il mare.
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15/08/2010