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30/07/2010, 10:57

Notizie - Politica

L'editoriale

Qui finisce l'avventura
La maggioranza è a rischio

Il Pdl vota il procedimento disciplinare contro tre finiani. Berlusconi: Fini lasci la presidenza della Camera. La maggioranza è a rischio.

Il premier Berlusconi (S) e Gianfranco Fini (D) Il dado è tratto. Silvio Berlusconi è giunto alla conclusione che il rapporto con Gianfranco Fini s’è esaurito e tanto vale farla finita. Qui finisce l’avventura. Ma c’è di più: il Cavaliere gioca il tutto per tutto e mette in discussione anche il ruolo istituzionale di Fini, la Presidenza della Camera, terza carica dello Stato. Stanno volando palle di cannone. È l’epilogo nel frastuono più totale di un matrimonio che dopo diciassette anni di convivenza tra alti e bassi aveva esaurito la sua ragione d’essere. Il documento politico votato dal Pdl è una pietra tombale su una intesa che ha segnato - nel bene e nel male - la storia recente del centrodestra italiano, ma è anche un cancello che si spalanca sull’imprevedibile. Quando due anni fa si decise la fusione di Forza Italia e An, era chiaro che il Pdl sarebbe stato un partito carismatico, strutturato sulla forza magnetica di Berlusconi, con Fini in un ruolo istituzionale - la Presidenza della Camera - che a lui, uomo e leader di partito, stava stretto fin dall’inizio. Ripercorrere quella vicenda politica e umana ormai sarà affare degli storici, noi facciamo i cronisti, raccontiamo il presente e cerchiamo di guardare avanti. L’uomo della strada si pone una sola domanda: cosa succederà adesso?

Il presidente del Consiglio che chiede alla terza carica dello Stato di fare un passo indietro apre uno scenario di scontro istituzionale. Dal Quirinale non s’ode uno stormir di fronda, ma è chiaro che a questo punto le scosse del Pdl toccano anche i delicatissimi equilibri del triangolo istituzionale costituito dalla Presidenza della Repubblica e dalle presidenze di Senato e Camera. Ho la netta impressione che Napolitano non starà a guardare. Il primo effetto immediato della battaglia tra Berlusconi e Fini è che il Pdl così com’era stato immaginato cessa di esistere e per il partito si apre una nuova fase che con l’uscita dei finiani sarà tutta berlusconiana.

Per Silvio non sarà un ritorno a Forza Italia come per Gianfranco non sarà un rientro in An. Ma in entrambi il richiamo della foresta sarà forte perché nel dna del Cavaliere resta un partito che non è partito ma puro movimento politico, mentre nella mente di Fini la politica si sviluppa grazie al volano del partito tradizionale, organizzato e ramificato sul territorio. Berlusconi non avrà il problema di finanziare la sua avventura, Fini invece dovrà non solo puntellarsi nel Palazzo cercando di costituire dei gruppi parlamentari solidi, ma trovare nuovi proseliti sul territorio e soprattutto i soldi per mandare avanti la baracca. E proprio su quest’ultimo punto, sul patrimonio di An, - come racconta il nostro Fabrizio dell’Orefice in queste pagine - si svolgerà un’altra sfida senza quartiere. Come in ogni guerra d’assedio che si rispetti, i lealisti berlusconiani cercheranno di tagliare viveri e rifornimenti ai ribelli finiani. La sopravvivenza politica di Fini passa anche per questo impervio sentiero.

Nel frattempo Berlusconi dovrà preoccuparsi della stabilità della maggioranza e della sopravvivenza del governo. Da questo momento la nave di Palazzo Chigi viaggia a vista. Ieri un parlamentare mi diceva sconsolato ma non privo d’ironia: «Faremo un governo monocamerale». I numeri alla Camera dicono che Fini può virtualmente contare su un drappello nutrito di guastatori in grado di rendere la vita durissima a Berlusconi. Al Senato le cose sembrano più semplici perché i finiani sono poco più delle dita di una mano. Piccoli numeri, ma i vecchi lupi di mare del Transatlantico mostrano un barometro che segna tempesta fissa. E credo che le previsioni del tempo siano uguali a quelle che fa il direttore de Il Tempo: in aula si gioca non sui presenti ma sugli assenti, i tiri mancini sono una realtà di tutti i giorni, i franchi tiratori cecchini esperti, ho visto più volte i capigruppo rincorrere deputati e senatori, appendersi alla loro giacca per trascinarli al voto in aula. Vita dura e incerta per l’esecutivo.

Si poteva evitare tutto questo? Certo, ma nessuno si è preoccupato di fermare l’escalation del conflitto. La maggioranza per sopravvivere dovrà per forza allargarsi ad altre forze, una crisi di governo e un rimpasto per un Berlusconi bis sono possibili e forse persino necessari. Primo segnale: ieri il gruppo di Rutelli ha votato la riforma universitaria della maggioranza. Vedremo presto quali saranno le mosse sulla scacchiera. Stavolta chi darà lo scacco matto non concederà la rivincita all’avversario.
 

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Mario Sechi

30/07/2010

  • 31/07/2010 08:13 FrancoPo.
    Eppure sarebbe bastato così poco per evitare o rinviare la rottura: qualche vertice allargato, una promessa di congresso, l'impegno a evitare altre sparate in pubblico. Ma doveva esserci sotto qualcosa di più grave.
  • 31/07/2010 08:12 Marco
    Dopo tutte le batoste che i giornalisti di parte hanno dato all'on.Fini sia sui giornali che in televisione,raccontanto anche particolari personali per gettare solo del fango sulla sua persona e i suoi famigliari( altro che legge bavaglio ),la telenovela del pdl e' giunta al termine.E' vero nn siamo nel partito del novecento bensi al tempo di Mao,ossia al culto della persona e del partito padrone.Grazie on.Fini di avere aperto gli occhi a chi li aveva chiusi.
  • 30/07/2010 23:47 iddu
    la storia è maestra di vita,o no? chi lo ha sdoganato,l'attuale eroe di repubblica (non per niente...un rinnegato,mi fa venire in mente il film "un eroe dei nostri tempi" con alberto sordi)chi ha fatto l'eco al cav per 15 anni per poi mettersi in contrasto dall'oggi al domani come niente fosse, e nel modo più squallido,cioè aspettando che il cav dicesse "bianco" per poter dire subito "nero"....una sola cosa non ha detto,che il cav ha uno strapotere tv (emilio fede)chissà perchè...ciao
  • 30/07/2010 13:54 angela
    E' sintomo d'intelligenza riconoscere i propri errori o accorgersi che qualcosa è cambiato nella coalizione che si è sostenuta! Perchè la sx riconosce a Fini questa intelligenza se va contro il cavaliere ma condanna Rutelli se va con il cavliere?
  • 30/07/2010 13:14 pierluigi
    Chiederei a Loro giornalisti di smettere di sottolineare aspetti inutili ma di oarlare a fondo della questione MORALE nel PDL, unico vero importante necessario insostituibile fondamento per la nostra Italia
  • 30/07/2010 12:46 anna
    GRAZIE FINI.Per favore non demorda.DAuna riconoscente elettrice di sinistra
  • 30/07/2010 12:02 angela
    Berlusconi ha fatto chiarezza,, ha interpretato esattamente quello che voleva l'elettorato del PDl e che non piace ai giornalisti che3 nella fumosità degli intrighi vendono meglio. In realtà eè dell'Italia che bisogna preoccuparsi per cui fuori coloro che pensano solo allla lorlo smania di potere come Fini e finiani
  • 30/07/2010 11:50 Paolo64
    Il Berlusca si dovrà preoccupare dei tanti voti che perderà, dei tanti elettori del centro destra che non si riconoscono nelle veline, nelle feste in villa, nei Ministri che non sanno che la casa dove vivono è la loro, negli indagati che si dimettono dai loro incarichi finanziari ma non mollano la poltrona pubblica. Caro Berlusca la questione Morale è FONDAMENTALE, nel governo che vorrei non ci devono essere politici condannati in via definitiva. L' unico appunto che faccio a Fini è che se ne doveva andare via lui per primo.
  • 30/07/2010 11:47 martonix
    Mi domando ma perchè la lite tra i due la dobbiamo pagare noi elettori (del loro settore). Abbiamo diritto ad una concreta spiegazione, magari in un pubblico dibattito giornalistico in tv presenti Berlusconi, Fini e giornalisti di destra e sinistra, va bene anche da Vespa.
  • 30/07/2010 11:45 elc1946
    On. Rutelli hai forse dimenticato quando, candidato alle elezioni politiche, il premier ti negò qualsiasi dibattito pubblico. Senz'altro è una "Conversione sulla strada di Damasco".
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