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29/07/2010, 10:33

Notizie - Politica

Berlusconi a Fini: "Ormai è tardi"

L'offerta di tregua del presidente della Camera è arrivata fuoti tempo massimo. Il premier nel vertice di Palazzo Grazioli di ieri ha messo nero su bianco un documento di censura politica. Oggi l'ufficio di presidenza decisivo.

Scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini alla direzione del Pdl L'offerta di tregua di Gianfranco Fini è arrivata troppo tardi, fuori tempo massimo. Così, nel vertice durato oltre quattro ore a Palazzo Grazioli, il premier Silvio Berlusconi e gli altri partecipanti alla riunione, secondo quanto riferito da diversi presenti, non hanno fatto che ribadire la posizione già assunta al mattino e messa nero su bianco stanotte in un duro documento di censura politica nei confronti del cofondatore del Pdl considerato ormai da tempo lontano dalla linea del partito. Il documento verrà discusso oggi da un ufficio di presidenza convocato per le 20. Fini ed i finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata vengono considerati fuori dal Popolo della libertà dalle cui posizioni si sono troppo discostati ancora oggi. In serata a Palazzo Grazioli era arrivato anche il direttore del Foglio Giuliano Ferrara che aveva raccolto in un colloquio-intervista l'appello del presidente della Camera a ribadire le ragioni dell'unita e a "resettare tutto senza risentimenti". Appello che per il premier arriverebbe fuori tempo massimo.
 

EVITARE INUTILI MATTANZE - Il presidente della Camera lancia al premier l'inaspettato ramoscello d'ulivo della tregua auspicando di poter confermare insieme a Berlusconi l'impegno con gli elettori, senza inutili "mattanze". "Qui sto e qui resto", dice l'ex leader di An, parlando del partito, che però ottiene una risposta negativa dal vertice del Popolo della libertà terminato a notte fonda. Che il "divorzio" tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini fosse ormai alla porte non era più mistero per nessuno. Ne parlava come un dato acquisito Umberto Bossi. "Ognuno andrà per la sua strada", è stata la sintesi del leader della Lega così come non ne ha fatto mistero in questi giorni il premier che, di fronte all'ipotesi di "una divaricazione", di una spaccatura del Pdl, ha rassicurato: "i numeri sono abbondanti e non c'è alcuna possibilità di cambiamenti di governo o di maggioranza". Una strada, quella della separazione, su cui ha invitato a riflettere Gianfranco Fini in serata nel corso nel colloquio a sorpresa con Giuliano Ferrara pubblicato su il Foglio: "Resettare tutto senza risentimenti" è l'appello rivolto al presidente del Consiglio. "Con Berlusconi - chiarisce l'ex leader di An - non abbiamo il dovere di essere e nemmeno di sembrare amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani. Per questo - spiega il cofondatore del Pdl - ci tocca il compito, anche in nome di una storia comune non banale, di deporre i pregiudizi".


APPELLO TARDIVO - Le parole del presidente della Camera non hanno al momento sortito effetti positivi a palazzo Grazioli. Già perchè, al di là delle ultime dichiarazioni di Fini, la convivenza tra i due leader è diventata ormai difficile. E di fronte all'ipotesi di una scissione, i parlamentari vicini al presidente del Consiglio passano i giorni a fare conteggi: sono proprio i numeri a dettare la strategia. L'ipotesi di una divisione dalla pattuglia dei finiani per i belusconiani non comporterebbe cambi di maggioranza perchè il presidente del Consiglio - sostengono- avrebbe comunque i numeri per governare. Semmai si dovrà lavorare per bloccare il più possibile, si ragiona, l'emorragia di deputati che potrebbero seguire il presidente della Camera. Proprio alla risoluzione del "problema" finiani il Cavaliere dedicherà tutta la giornata in vista dell'ufficio di presidenza.  Nonostante la soluzione non sia ancora ben definita di una cosa Berlusconi è certo: c'è bisogno di una svolta. La gente, avrebbe confidato ieri a diversi deputati incontrati alla Camera dopo aver votato la fiducia alla manovra, è stanca di questo "teatrino".

 

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29/07/2010

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