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27/07/2010, 05:30

Notizie - Politica

L'intesa sembra avvicinarsi, le distanze tra i Poli ridursi anche se oggi, alla quinta seduta comune del Parlamento, il risultato dato per scontato è ancora quello della nuova fumata nera per l'elezione degli otto membri laici del Csm, visto che il Pdl ha

In vista di quella che sembra essere la settimana decisiva per il Consiglio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha ripreso il proprio pressing affinchè si trovi l'accordo che permetta di completare il plenum dell'Organo di autogoverno della magistratura entro il 31 luglio.

Il nuovo appello di Fini non è un atto rituale, ma indica, tra l'altro, che, nonostante le feroci polemiche nel Pdl di queste ore, i «finiani» vogliono collaborare alla soluzione positiva del rinnovo del Csm. In una lettera ai capigruppo, Fini ha infatti ricordato il reiterato appello del presidente Napolitano ad eleggere i membri laici del Csm entro fine mese, quando scadrà l'attuale Consiglio. Fini ha ricordato i due interventi di Napolitano il 12 e il 19 luglio, in cui si sottolinea la necessità che quando l'1 agosto scadrà il vecchio Csm, il nuovo sia «nella pienezza dei poteri» visto che deve affrontare «delicate funzioni». L'appello di Fini, però serve a sgombrare il campo dal dubbio, sollevato nel week-end, che i finiani possano mettersi di traverso rispetto ai nomi che Berlusconi si accingerebbe a proporre al centrosinistra per l'intesa. Così come serve a far capire che da parte di questa componente del Pdl c'è l'adesione all'impostazione data dal Capo dello Stato negli ultimi giorni, per superare l'impasse. Nei messaggi trasmessi dagli ambasciatori del Quirinale ai gruppi di centrodestra e centrosinistra, Napolitano ha invitato a non pretendere di preordinare la successiva elezione del futuro vicepresidente dell'Organo di autogoverno della magistratura. La stessa Costituzione, all'articolo 104 stabilisce le modalità di elezione dei membri del Csm, e in un successivo e ben distinto comma aggiunge: «Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento». Impostazione che lascia perplessi diversi esponenti del Pdl, tra i quali il premier Berlusconi. Il timore è che in questo modo nomi pur prestigiosi, come quello dell'ex presidente della Corte Costituzionale, Annibale Marini, non trovino i voti necessari tra i togati del Consiglio. Il Pd, attraverso Dario Franceschini, ha detto che non ha «pregiudiziali» verso nomi illustri del centrodestra, sottintendendo senza nominarlo proprio Marini; ma questo non garantisce il successo all'interno del Csm. Oggi i capigruppo del Pd, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini si incontreranno con il segretario Pier Luigi Bersani, mentre l'Udc ha mobilitato i propri deputati e senatori invitandoli ad essere presenti, nel caso ci fosse un accordo in extremis. In pista c'è sempre il centristra Michele Vietti, più due espressi dal Pd: uno di area cattolica (tra i nomi (Pasquale Stanzione, Pietro Carotti e Glauco Giostra) e uno di area progressista - Luca Petrucci o Guido Calvi - anche se su quest'ultimo ci sarebbe più di un veto sia dalla maggioranza che dall'opposizione.

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27/07/2010










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