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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

26/07/2010, 15:16
La testimonianza di Irina, amica di Giulia Minola, tra le vittime della strage, in una conferenza stampa nel municipio di Grugliasco: "La polizia ha sbagliato a far entrare tutta quella gente in un tunnel senza vie di fuga".
«È stata una tragedia che poteva essere evitata». Sono le prime parole di Irina Di Vincenzo, la giovane torinese coinvolta nella tragedia di Duisburg. «La polizia era poca - ha aggiunto Irina, amica di Giulia Minola, tra le vittime della strage, in una conferenza stampa nella sala consiliare del municipio di Grugliasco (Torino) - e la cosa che mi rende più triste è che si poteva evitare mentre non è stato fatto niente, le cose sono state lasciate andare, La polizia ha sbagliato a fare entrare tutta quella gente nel tunnel senza vie di fuga».
"LA POLIZIA ERA POCA E NON CI HA AIUTATO" - «È stato un inferno», ricorda tra le lacrime ancora Irina, affiancata dal sindaco del comune torinese, Marcello Mazzù che è andato ad accogliere la famiglia di ritorno dalla Germania, dove si è consumata la tragedia. «Non ero mai stata ad un "Love Parade", ma ad altri festival musicali sì, eravamo andate per fare festa e ci siamo ritrovate in un inferno», ribadisce la giovane che però della sua amica Giulia, morta nei disordini preferisce non parlare. «La polizia era poca ed è rimasta quasi sempre in disparte, ho visto pochissimi soccorsi, -aggiunge ancora la giovane torinese- per lo più prestati dai compagni. Anch'io che mi trovavo tra un tunnel e l'altro, mi sono salvata perchè sono stata trascinata dalla corrente della gente. E a prestarmi i primi soccorsi sono stati alcuni ragazzi che mi hanno accompagnata verso le ambulanze». Visibilmente provata, stanca, da due giorni non riesce a dormire, Irina durante il racconto è spesso interrotta dalle lacrime e dalla commozione, tuttavia, ribadisce: «ci sono delle colpe perchè le persone sono state lasciate nel tunnel, c'era gente che soffocava, che cadeva, che veniva calpestata senza che la polizia facesse il suo dovere. Questo l'ho già detto alla polizia locale».
"CI SIAMO AIUTATI FRA NOI" - Preferirei non rispondere a domande che riguardano Giulia. Voglio essere la portavoce di tante persone che non ci sono più, che non possono più raccontare che cosa sia accaduto. Giulia era una mia grande amica, purtroppo io sono stata più fortunata di lei. Non ho ancora potuto vedere la sua famiglia, preferirei parlarne prima con loro». Così Irina Di Vincenzo risponde ai giornalisti che le chiedono di ricostruire gli attimi in cui lei ha perso Giulia Minola, la sua amica morta nella calca di Duisburg. «Quando è scoppiato l'inferno mi trovavo tra un tunnel e l'altro», ha raccontato Irina. «Tutti pensavano che al di fuori del secondo tunnel ci sarebbe stata una via di fuga. Invece una scala che si trovava sopra e che avrebbe potuto essere utile per il deflusso della folla era bloccata dagli agenti. Io ho perso i sensi per un attimo, ma poi sono stata trascinata fuori dal tunnel dalla corrente di gente, che grazie a Dio mi ha portata in salvo. Mi sono alzata e ho raggiunto le ambulanze, che si trovavano abbastanza distanti insieme alla polizia, colta alla sprovvista e non sapeva quali potessero essere le vie di fuga. Ci siamo aiutati tra noi»
26/07/2010