I parenti di Mino Damato ricordano così il giornalista televisivo scomparsi venerdì scorso. Anticonformista, sempre pronto a nuove scoperte e «che subì critiche ingiuste». «Mino era un uomo che guardava in alto cercando la sua luna senza fare come quelli che si fissano il dito». Era sempre alla ricerca di nuove dimensioni. La sua grinta ha lasciato nella mente dei suoi colleghi un ricordo indelebile. Pippo Baudo, a cui Damato passò il testimone a Domenica In, ricorda che «prendeva sulle sue spalle il peso del mondo. Non riusciva a vivere con superficialità . Dal suo viso traspariva una preoccupazione per le sorti del mondo». Non era solo uno stimato professionista, ma anche un uomo di grande sensibilità . «Per questo - conclude Baudo - si era dato da fare per dar vita alla fondazione Bambini in Emergenza, per cercare di rispondere al suo bisogno di giustizia e di solidarietà ». Maurizio Costanzo lo ricorda come una «persona generosa e sfortunata. Alla fine degli anni Novanta l'ho avuto spesso ospite al Maurizio Costanzo show: era impegnato allora nella promozione della sua onlus Bambini in emergenza. Una volta mi fece vedere un documentario, da lui stesso realizzato, sulle condizioni terribili dei piccoli ammalati di Aids. L'adozione della bimba romena e la sua morte segnarono profondamente la sua vita: da lì partì la sua battaglia sociale». La figura di Damato è ricordata anche dal mondo della politica. Dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla governatrice del Lazio, Renata Polverini, tutti ricordano «la sua professionalità , l'impegno in Rai e il grande contributo sui temi sociali». F.P.
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19/07/2010