| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

14/07/2010, 05:30
Abruzzo, a Scanno e a Villalago va in scena la guerra sulle oche che "spaventano" i turisti. I politici preparano ordinanze e si scambiano lettere.
Una guerra di campanile d'altri tempi, in un angolo tra i più belli d'Abruzzo. Il comune di Scanno contro quello di Villalago. Il contendere si scatena per colpa di una decina di oche. Starnazzanti, invadenti, che danno fastidio e che oltretutto puzzano e lasciano escrementi ovunque. Così, non si sa come, quelle oche che in principio davano fastidio ai villeggianti di Scanno, all'improvviso, con il sorgere del sole, sono state ritrovate dall'altra parte del lago. Vista sempre incantevole, ma questa volta a essere infastiditi erano i vacanzieri che hanno scelto Villalago per il loro riposo. È ormai scontro aperto fra i due Comuni abruzzesi. Le oche non le vuole più nessuno, ma non possono neanche finire su qualche tavolata di amici per un ricco pranzo. Gli amministratori, d'altro canto, preferiscono la presenza dei turisti che quella di una decina di oche che occupano senza diritto la spiaggetta del lago di Scanno. Troppe proteste, troppe persone infastidite. dal loro starnazzare e dalle loro deiezioni sparse dappertutto.
Anche quell'aria di montagna, apprezzata anche da chi sale sui monti attraversando le Gole del Sagittario solo la domenica, all'improvviso è diventata insalubre. Chissà chi, nel silenzio della notte, favorito dal buio ha catturato le oche per trasportarle sulle sponde del vicino lago di San Domenico, nel territorio del Comune di Villalago. Qui gli animali si sono subito ambientati, ma si è riproposta la stessa situazione del paese limitrofo, con disagi anche alla viabilità, visto che le oche scorrazzano lungo la strada 479, con il rischio di provocare incidenti. Dopo ripetute segnalazioni di automobilisti e turisti, il Comune di Villalago si è mosso: il sindaco, Cesidio Grossi, presa carta e penna, ha scritto al suo collega di Scanno, Patrizio Giammarco, chiedendogli di andare a riprendersi le oche ribelli. Logicamente Giammarco ha fatto orecchie da mercante, sicuro che nessuno avrebbe potuto accusarlo di aver tolto la cittadinanza agli animali.
Grossi non ci sta. Se al Campidoglio quel fastidioso starnazzare era servito per sventare l'attacco notturno dei Galli e a farle custodire nel Tempio di Giunone, tra Villalago e Scanno non c'è questo amore per le oche. Il sindaco Grossi sta valutando di risolvere il problema con un'ordinanza che riporti le oche nel loro luogo di origine, dall'altra parte del lago e fuori dal territorio comunale. Una soluzione che accontenti tutte e due le cittadine non si vede, anche se in molti suggeriscono una soluzione estrema con mangiata collettiva tra residenti e vacanzieri. Una strada impossibile da percorrere. Non resta che sperare in una pacifica soluzione nel corso di un faccia a faccia tra i due sindaci.
Fabio Capolla
14/07/2010