| HOME | POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

13/07/2010, 05:30
Il "sodalizio segreto" avrebbe cercato contatti con i pm che indagavano sul G8. Secondo il gip i convegni organizzati dal Centro studi giuridici servivano per "acquisire e rafforzare utili conoscenze".
Si chiama «Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà» e, secondo l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto della P3 (gli imprenditori Flavio Carboni e Arcangelo Martino, l'ex Dc Pasquale Lombardi), era uno strumento «impiegato allo scopo di acquisire e rafforzare utili conoscenze nell’ambiente della politica e della cultura».
A conferma il gip cita due esempi. Il primo è quello di un convegno organizzato in Sardegna «proprio in coincidenza con le iniziative imprenditoriali di Carboni nel settore dell'energia eolica». L'altro è l'annullamento di un'iniziativa simile a Milano «dopo la decisione sfavorevole della commissione elettorale sul ricorso presentato dalla lista di Formigoni».
Secondo l'ordinanza, proprio quest'ultimo ha un significato particolare perché per l'occasione erano stati invitati «magistrati della Procura di Firenze». Il tutto «dopo l'esecuzione di alcune misure cautelari in relazione ad alcune ipotesi di reato che coinvolgevano rappresentanti della pubblica amministrazione, del mondo politico e dell'imprenditoria».
Insomma, anche se non viene detto chiaramente, l'ipotesi avanzata dai magistrati è che la P3 volesse entrare in rapporto con coloro che stavano indagando sugli appalti del G8 (inchiesta in cui è coinvolto il coordinatore del Pdl Denis Verdini ndr). Forse per cercare di influenzarli. Il procuratore capo fiorentino Giuseppe Quattrocchi si affretta a precisare «nessuno dei magistrati è stato avvicinato proprio perché nessuno è andato a quel convegno». Ma i dubbi del gip restano lì, scritti nero su bianco. Di certo c'è che, quando organizzava i propri convegni, il Centro studi faceva le cose in grande. Almeno sulla carta. Basta riprendere un invito per una due giorni all'hotel Excelsior di Napoli il 21 e 22 novembre del 2008. Titolo: «La riforma delle giustizia oggi in prospettiva del futuro».
Il cartoncino di invito è una lunga lista di procuratori, avvocati, giuristi, politici. Tra i partecipanti viene addirittura messo il nome del presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara. Mentre si garantisce l'intervento del Guardasigilli Angelino Alfano, del vicepresidente del Csm Nicola Mancino, del primo presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, del procuratore generale della Corte dei Conti Furio Pasqualucci, dell'arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, dell'eurodeputato e presidente della commissione Giuridica Giuseppe Gargani. Il tutto con la «benedizione» della Regione Campania, delle province di Napoli, Salerno, Benevento, Avellino, Caserta e del comune di Napoli, che vengono ringraziati nel depliant. Il convegno, almeno leggendo le news contenute nel sito del ministero della Giustizia, si è svolto regolarmente. Alfano non vi ha messo piede (il 22 era a Palermo al convegno della Camera penale ndr), mentre vi ha sicuramente partecipato il sottosegretario Giacomo Caliendo (il cui nome ricorre all'interno dell'ordinanza del gip ndr).
Altro assente «di lusso» Giuseppe Gargani, che racconta: «Non sono andato, non amo particolarmente i convegni sulla giustizia. Di certo in queste occasioni le presenze sono sempre molto numerose e mi pare difficile che si debba mettere in piedi una cosa così per perseguire finalità segrete. Tra l'altro non capisco che rapporto ci sia tra l'eolico in Sardegna e il centro studi. Mi sembra tutto un po' evanescente, aspettiamo e vediamo se arriva un minimo di chiarezza». Di sicuro c'è che, d'ora in avanti, nessuno avrà più voglia di partecipare ai convegni organizzati dal Centro studi.
Nicola Imberti
13/07/2010