«In soggetti vulnerabili, che non dispongono di un saldo equilibrio psichico, il rifiuto femminile mette in crisi il comportamento predatorio tipicamente maschile e può spingere a commettere azioni estreme», spiega Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'università di Chieti. «Possesso, gelosia e mancanza di autostima - dice la psichiatra - sono i tre fattori psicopatologici, che descrivono il profilo del potenziale assassino. Non si tratta di una persona malata di una qualche patologia psichiatrica, ma di soggetti predisposti, che di fronte a situazioni scatenanti possono compiere atti estremi». I tre punti chiave che possono far scattare questi comportamenti estremi sono dunque, spiega, «il possesso: l'uomo crede che la donna sia un oggetto nella sua assoluta disponibilità e non ne accetta il rifiuto; la gelosia, che divampa perché il no fa subito pensare che sarà un altro a possedere quella donna; la mancanza di autostima. Nell'uomo che non ha alcuna sicurezza di se stesso, trovarsi in situazioni che mettono in dubbio la propria identità , il proprio essere maschio, può scatenare reazioni estreme che sfociano in comportamenti estremi».
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11/07/2010