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06/07/2010, 13:00

Notizie - Interni Esteri

Mullah Omar, giallo sull'arresto

I Taliban smentiscono la cattura del numero due di Al Qaeda. Secondo un giornalista sarebbe nelle mani dei militari pachistani da marzo del 2010.

Afghanistan, il capo dei talebani mullah Omar in una foto diffusa dal Telegraph Il canale televisivo afgano Tolo tv riporta che in Pakistan è stato arrestato il mullah Omar, il numero due di al Qaeda nonchè capo spirituale dei talebani, senza però fornire ulteriori dettagli. Nel frattempo Qari Yusuf Ahmad, portavoce del movimento fondamentalista, ha smentito la notizia affermando che si tratta di "propaganda occidentale" e che il mullah Omar "è libero, gode di ottima salute e comanda i suoi guerriglieri".


TAGLIA DA DIECI MILIONI - L'arresto, se confermato, sarebbe un durissimo colpo per i talebani, che negli ultimi mesi si sono visti decapitare i vertici della linea di comando. Il 16 febbraio 2010 a Karachi in Pakistan era stato bloccato dalle forze di sicurezza locali il mullah Abdul Ghani Baradar, il numero due del movimento, e il suo interrogatorio ha permesso la cattura di altri tre leader tra cui Mulvi Kabir e il Mullah Abdul Kabir, tra i dieci capi talebani maggiormente ricercati e catturati in Pakistan qualche giorno dopo. Il mullah Mohammed Omar, nato a Nodeh o a Singesar presso Kandahar nel 1959 (le informazioni sulla sua vita sono frammentarie e fumose), è un religioso e politico afgano di etnia pashtun, capo di stato dell'Afghanistan dal 1996 al 2001 e guida spirituale dei talebani. È noto per i suoi legami diretti con Osama bin Laden ed era nella lista statunitense dei terroristi più ricercati (su di lui c'è una taglia di dieci milioni di dollari).

 
BIN LADEN VIVO NEL 2004 - Durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan combattè con i mujahideen Harakat-i Inqilab-i Islami. Fu ferito quattro volte e perse un occhio. Poi studiò in una madrassa a Qetta e successivamente divenne mullah di una città nei pressi di Kandahar. Dopo il ritiro russo, Omar divenne il capo dei talebani (studenti di dio), che presero il potere nel paese. Durante le battaglie i suoi uomini gli dettero il nome di Amir al-Mùminin (capo dei fedeli, il grande Re dell'Islam) e con la vittoria nell'ottobre del 1997 istituì l'Emirato islamico dell'Afghanistan, ma decise di rimanere a Kandahar. Nell'ottobre del 2001, quando cominciò l'offensiva statunitense in Afghanistan, la sua casa fu bombardata e poi le forze speciali americane lanciarono un raid. Omar riuscì a fuggire, ma nell'attacco morirono un suo figlio di dieci anni e il suo patrigno. Successivamente la residenza fu trasformata nella base Usa "Firebase Maholic". Da quel momento il mullah si spostò continuamente tra l'Afghanistan e il Pakistan, grazie anche all'appoggio di alcuni signori della guerra locali come Jalaluddin Haqqanim e Gulbuddin Hekmatyar. Nell'aprile 2004 rilasciò un'intervista telefonica al giornalista di Islamabad, Mohammad Shehzad, durante la quale affermò che bin Laden era vivo e che stava bene.


LA ROTTURA DEL 2007 - Successivamente (gennaio 2007) il portavoce dei talebani, Muhammad Hanif, una volta catturato dalle forze multinazionali disse che Omar si trovava a Qetta sotto la protezione dei servizi pachistani (Isi, Inter-Services Intelligence), ma gli 007 hanno sempre smentito la notizia. Nel frattempo il mullah ha rilasciato diversi proclami: a giugno del 2006 sulla morte del terrorista Abu Musab al-Zarqawi in Iraq; a dicembre dello stesso anno sulla "certezza che le forze straniere saranno cacciate dall'Afghanistan", e ad aprile del 2007 in cui incoraggiava gli attacchi suicidi. A gennaio del 2010, infine, il brigadier generale pachistano Amir Sultan Tarar, un alto funzionario dell'Isi in pensione che aveva lavorato con il Omar, affermò che il mullah era pronto a rompere la sua alleanza con al Qaeda per raggiungere la pace in Afghanistan. Anche in questo caso, però, la notizia non ha trovato conferme.


GLI 007 CONFERMANO - La notizia della sua presunta cattura, peraltro, era stata già data i primi di maggio del 2010 dal giornalista Brad Thor e poi rilanciata l'11 dello stesso mese dal sito internet Jawa report, il quale ha scritto che "alla fine di marzo l'intelligence statunitense è stata informata che funzionari pachistani hanno preso Omar in custodia" e che "la notizia è stata confermata informalmente agli 007 americani dai colleghi di Islamabad", ma che non c'era stata l'ufficializzazione. A questo proposito, il segretario di Stato Hillary Clinton aveva dichiarato alla Cbs "Qualcuno in questo governo (riferendosi al Pakistan) sa dove sono Osama bin Laden e il mullah Omar e noi ci aspettiamo una maggiore cooperazione per aiutarci a portarli davanti alla giustizia".

 

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06/07/2010

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