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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

06/07/2010, 11:40
Napoli, due ex dirigenti sono accusati di aver pilotato numerose gare in modo continuativo dal 2002. Le assegnavano a società di parenti e intascavano la tangente.
Approfittando del ruolo ricoperto all'interno di Trenitalia, due ex manager del gruppo hanno pilotato una serie di appalti e subappalti nel settore della manutenzione ciclica programmata e di quella corrente di carri ferroviari e di locomotori. E' l'accusa mossa dai magistrati della sezione reati della Procura della Repubblica di Napoli che questa mattina ha portato a cinque arresti, quattro dei quali in carcere e uno ai domiciliari.
COMMESSE IN FAMIGLIA - Le indagini sono state avviate in seguito all'analisi della posizione di Raffaele Arena, ex dirigente di Trenitalia che dal 2007 avrebbe procurato una serie di appalti a suo cugino, Carmine D'Elia, e ai fratelli Giovanni e Antonio De Luca, soci e contitolari della F.D. Costruzioni Srl. Secondo quanto rende noto il procuratore aggiunto Francesco Greco, è stata riscontrato l'affidamento diretto a società appartenenti ad Arena - responsabile pro tempore della divisione Cargo-divisione manutenzione di Trenitalia - della manutenzione e rottamazione di carri rotabili con delega per l'affidamento di appalti fino a 2,5 milioni di euro.
NUMEROSI APPALTI NELL'INCHIESTA - Dalle indagini bancarie, condotte dai finanzieri del comando provinciale di Napoli, è emerso che tra il 2001 e il 2007 la moglie dell'ingegner Arena, Rosa Nappi, aveva incassato sul proprio conto corrente personale assegni bancari per oltre 35mila euro. Documenti finanziari emessi da società alle quali lo stesso Arena aveva affidato gli appalti. È stato inoltre accertato che i fratelli De Luca avevano "intrattenuto rapporti di natura corruttiva - scrive in una nota Greco - oltre che con Arena, con Fiorenzo Carassai, ex dirigente di Trenitalia, responsabile della sezione Manutenzione corrente regionale della divisione passeggeri della società fino al dicembre 2009". Secondo le imputazioni elevate a loro carico gli indagati avrebbero provveduto a pilotare e a turbare l'affidamento da parte di Trenitalia di un numero rilevante di commesse.
SCAMBIO DI SOLDI, BENI E LAVORI - Dalle indagini è emerso che Carassai, abusando della propria posizione all'interno di Trenitalia, avrebbe affidato lavori e commesse ai servizi di manutenzione operando "sistematicamente attraverso collusioni e altri mezzi fraudolenti, evidentemente diretti a pilotare le procedure negoziali" e altrettanto sistematicamente avrebbe ricevuto "beni e altre utilità dalle società e dai soggetti destinatari delle commesse" nello specifico dai fratelli De Luca. Anche il figlio di Carassai, Leonardo, avrebbe ricevuto per conto del padre ingenti somme versate da rappresentanti delle società destinatarie delle commesse affidate dal padre. Nello specifico i fratelli De Luca avrebbero erogato agli imprenditori delle tangenti in occasione della costruzione del Pastificio artigianale Leonardo Carassai del quale l'imprenditore risulta essere amministratore e legale rappresentante.
FS: PIENA COLLABORAZIONE - Ferrovie dello Stato in una nota precisa che le persone di Trenitalia per cui sono stati adottati ordini di custodia cautelare "sono due ex dirigenti della società" e che "i controlli condotti nel 2006 dalle strutture di Audit di Trenitalia avevano rilevato gravi irregolarità nell’operato dell’ing. Raffaele Arena, irregolarità confermate dalla successiva inchiesta amministrativa". Alla luce dell'inchiesta interna avviata dall'azienda Arena è stato licenziato il 27 febbraio 2007. Analoga la situazione di Fiorenzo Carassai. "A seguito di altra inchiesta disciplinare - si legge nella - il 30 dicembre 2009 è stato risolto il rapporto di lavoro". "Trenitalia fin dall’inizio ha fornito alla Procura di Napoli e agli organi di Polizia Giudiziaria tutte le informazioni a propria disposizione per il completo e celere accertamento delle responsabilità - fanno sapere dalle Ferrovie - e si è attenuta scrupolosamente alle indicazioni della Procura". Le Ferrovie concludono dichiarando la propria disponibilità ad adottare "ogni provvedimento del caso in relazione alle evidenze che dovessero emergere anche nei confronti di altri dipendenti e/o delle imprese". A tal proposito la società si costituirà parte civile nel processo in qualità di persona offesa per tutelare tutti i propri interessi anche al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti.
06/07/2010