Circa venti economisti di varia formazione scientifica e di varie posizioni politici si sono confrontati sull'andamento dell'economia mondiale ed europea nonchè sulle valutazioni circa i necessari interventi di politica economica per l'Italia. Se si considera questo effetto di freno della manovra sulla crescita economica, lo stesso obiettivo di riduzione del deficit pubblico sotto il 3% nel 2012, si rileva, «non viene raggiunto. Il deficit rimarrebbe infatti al 3,3%. In queste condizioni quindi si profilerebbe la necessità di un'ulteriore manovra di correzione nei prossimi mesi». A fronte di questa situazione il Centro Studi Economia Reale, che è presieduto da Mario Baldassarri, «ha valutato un'ipotesi di rafforzamento della manovra che, tagliando alcune voci di spesa pubblica non toccate dalla stessa, consenta (senza causare alcun deficit in più) di destinare risorse a sostegno delle famiglie e delle imprese. Si tratta cioè poi evitare l'effetto freno della manovra trasformandolo in un effetto di sostegno allo sviluppo con maggiori elementi di equità sociale. Una manovra così rafforzata determinerebbe più pil e più occupazione e di conseguenza si raggiungerebbe l'obiettivo di riportare il deficit pubblico sotto il 3% che infatti scenderebbe al 2,8% nel 2012».
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06/07/2010