. Così, dopo una posizione di netta chiusura, il nostro Paese ha deciso di ammorbidire la sua posizione sulle farmacie online: «A fronte di precise garanzie - ha spiegato il ministro Fazio - il nostro Paese potrebbe dare via libera alle farmacie on-line, solo ed esclusivamente per la vendita di farmaci senza ricetta». Sul mancato confronto con la categoria dei farmacisti, Fazio ha dichiarato: «Adesso, ma anche in passato, ho avuto molte pressioni per allinearci sulle posizioni della maggioranza degli altri Stati membri. Stiamo valutando una posizione più moderna: quella di aprire probabilmente ai farmaci senza ricetta». Sulla questione, il Parlamento europeo si pronuncerà in sessione plenaria il prossimo novembre. «Vorrei ricordare - ha proseguito il ministro per la Salute - che la posizione prevalente è di apertura e alcuni Paesi come la Gran Bretagna hanno già delle farmacie on line regolate dalla legislazione nazionale». «Questa misura, del resto - ha sottolineato Fazio - si porta dietro dei meccanismi di anticontraffazione, che potrebbero indurci a modificare la nostra posizione di totale chiusura, ma solo per i farmaci non prescrivibili». Però, l'idea non ha entusiasmato i farmacisti. La presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha infatti dichiarato che «nel nostro Paese c'è già un regime di ampia concorrenza, grazie alle 17.500 farmacie diffuse sul territorio nazionale, i corner e le parafarmacie che possono vendere farmaci da banco senza ricetta». Poi, sull'ipotesi di aprire nuove farmacie on-line per i medicinali senza ricetta, ha chiarito: «Non so quanto possa essere utile acquistare un analgesico per il mal di testa che magari viene recapitato 2-3 giorni dopo, quando il disturbo è passato». Se invece l'idea del ministro Fazio fosse quella «di consentire alle farmacie esistenti di vendere anche online - aggiunge Racca - allora siamo disponibili ad aprire una discussione». Da rilevare invece la reazione positiva dell'Aduc: secondo l'associazione dei consumatori, con la legalizzazione del commercio on-line di farmaci a livello europeo, deriverebbero benefici notevoli per i consumatori italiani. Con l'aumento della concorrenza e la diminuzione dei costi dei farmaci si potrebbe scegliere fra un numero potenzialmente illimitato di farmacie in tutta Europa, «evitando i costi della distribuzione ogni volta che ci si reca fisicamente in farmacia», ha spiegato l'Aduc concludendo con un concetto: «Si offrirebbe un canale regolamentato e controllato di vendita on-line. Ci auguriamo che il ministro Fazio non ceda alle pressioni delle lobby dei farmacisti».
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06/07/2010