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04/07/2010, 05:30

Notizie - Interni Esteri

Il muro resta dov'è
Vincono gli abusivi

La barriera di via Fibonacci continua a spaccare Massimina. Mancano vigili e poliziotti per garantire l'ordine. La demolizione rinviata per la seconda volta.

Il muro abusivo di via Fibonacci Demolire un muro abusivo che blocca una strada a Roma non si può. Ci hanno riprovato ieri le ruspe a buttar giù la barriera che divide via Leonardo Fibonacci e spacca in due la borgata Massimina. Ma si sono dovute fermare di fronte alla mancanza di poliziotti, carabinieri e vigili urbani per «controllare» l'ordine pubblico. Venti agenti non sono bastati a controllare una decina di residenti contraria all'abbattimento della barriera in cemento.

In piazza anche una settantina di abitanti di quella stessa borgata che, invece, avrebbero voluto tanto veder demolito il muro della vergogna. Alle sette e mezzo del mattino gli attori della tragicommedia che si sta consumando dal 12 giugno a Massimina sono tutti lì. Davanti al muro. «Come israeliani e palestinesi a Gaza», scherza Alberto Bottachiari, portavoce degli Arrabbiati e protagonista della pièce. C'è Ezio, l'antagonista che minaccia di darsi fuoco se il muro verrà demolito. Per poi tornare subito alla ragione quando qualcuno gli chiede la partenità del manufatto. «Chi l'ha fatto? E chenne so' io!» Ci sono i coprotagonisti, Amore e Stefano (Cirulli per l'anagrafe). Il primo fervente attivista antimuro perchè l'altro, il fratello, è disabile. «In caso d'emergenza l'ambulanza non può passare». «La cortina impedisce i collegamenti diretti tra il quartiere e il Raccordo anulare».

A sudare sotto la canicola non manca il coro che, come in ogni tragedia che si rispetti, fa da narratore. Qui è rappresentato dagli inquilini delle villette di via Fibonacci: «I residenti dell'ultimo tratto di strada, stufi del traffico che gli passava sotto le finestre, hanno tirato su la barriera e ci hanno imprigionato». Ovviamente gli accusati negano. Poi, però, come in ogni thriller che si rispetti, sono pronti ad insinuare sospetti che quel muro non sia «del tutto abusivo». «La strada è privata», sostengono. «Privata sì ma aperta al pubblico transito, mica si può bloccare il traffico», ribattono gli agenti della Municipale che mostrano l'ordinanza di demolizione. La tragedia diventa commedia quando arriva il deus ex machina che risolve l'impasse nelle spoglie del dirigente del commissariato Monteverde Giuseppe Zingaro, che sentenzia: «Non ci sono agenti sufficienti a far fronte ai problemi di ordine pubblico, la demolizione è rinviata, mettetevi d'accordo tra voi».

Morale della favola? «Qui nessuno vuole prendersi la responsabilità di abbattere un muro abusivo per timore di «danni collaterali» alla propria carriera. Il rispetto della legge? Un optional in Italia», s'arrabbia Alberto Bottacchiari. Tutti sembrano voler evitare la «rogna», cioè il ripristino della legalità. Il presidente del XVI Municipio Fabio Bellini fa sapere che è «al mare». Come pure numerosi consiglieri municipali. Il muro della vergogna resta in piedi. E i residenti ora chiedono l'intervento del sindaco di Roma Gianni Alemanno.

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Alessandra Zavatta

04/07/2010

  • 05/07/2010 08:35 robin hood
    Come mai quelli di hydromania non parlano e non rispondono a chi addebita loro la responsabilità di quanto sta accadendo? Il 23 aprile quando è stato messo il cancello uno di loro era lì a fomentare i dissidenti. Adesso ci sono gli amici del Municipio e del Campidoglio, quelli di un certo peso che agiscono per conto loro :MANDANO LE RUSPE!! E faranno la mozione in Consiglio Comunale!!! E voi del Pescaccio, che sapete la storia (che si può leggere sul sito www.apritelastrada.it ) fatevi vedere e sentire.
  • 05/07/2010 00:43 uno di massimina
    Si potrebbe riaprire la strada dell'Hydromania cominciando a fargli entrare gente (senza biglietto) dal Pescaccio, ad occupare la strada all'orario di apertura, facendogli perdere clienti, oppure a quello di chiusura (tanto è strada comunale mica proprietà privata)...battete il ferro finchè è caldo sennò poi tutti si dimenticano!
  • 04/07/2010 16:09 giuliana
    non è che il comune ed altri devono andare in vacanza, è che Via Fibonacci deve essere asservita alle mire di Hydromania. Le sdraio e quant'altro stanno sulla strada,caro abitante di Via pittarelli,si potevano togliere già dal 2008 vista la sentenza del TAR. Se non si è fatto allora è perchè non c'era la volonta di farlo. HYDROMANIA è intoccabile ! Lo vuole capire?
  • 04/07/2010 14:05 Stefano D'A.
    I veri protagonisti non sono i cittadini colmi di rabbia, sono i giudici ed i politici che hanno pensato solamente a compiacere un imprenditore, lasciando che usasse una strada del Comune per poter svolgere le proprie attività economiche. Ed ora si aggiungono le polizie con casacche municipali e statali che la briga di sbrogliare gli affari politici non se la vogliono proprio prendere, e vorrei vedere. Cominciamo a tirare giù le sdraio di Hydromania, credo che il tutto si sistemi con una mezza mattinata, l'importante è volerlo. Municipio, Comune e forze dell'ordine questa cosa non la faranno mai, devono andare in vacanza. Un cittadino di via Pittarelli (Pescaccio)
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