Il Tempo - Sport
Notizie sportive
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA
  • stampa
  • dizionario

    Trova significati nei dizionari Zanichelli

    In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:

    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

03/07/2010, 05:30

Notizie - Sport

Appunti di storiaCinquant'anni fa Nencini conquistava Parigi dopo la tragica discesa del Perjuret

Il trionfo di Gastone, campione e gentiluomo

All'interno d'un viso onesto e silenzioso, un'eccezionale carica vitale.

Sono cinquanta stagioni dalla sua affermazione, trenta da una morte prematura. Gastone Nencini, da Bilancino di Barberino nel Mugello, colse nel luglio del 1960 la settima vittoria italiana nella lunga storia del Tour, evocando l'Ottavio Bottecchia del 1924 e 1925, il Bartali del '38 e del '48, Fausto Coppi del '49 e del '52. Se salite e discese rappresentano il grande nutrimento delle corse a tappe, di tale peculiarità il ciclista toscano fu interprete perfetto. Quel Tour del '60 scrisse la sua pagina decisiva nella tappa da Millau ad Avignon. Maglia gialla sulle spalle, Nencini affrontò la discesa del Perjuret con le stimmate del campione e l'incoscienza dell'eroe di strada. Antagonista, Roger Rivière, una rara eleganza di corsa, tre titoli mondiali nell'inseguimento ed un dissacrante tempo sull'ora, anno 1958, primo oltre la barriera dei 47 chilometri orari, 47.346. Su quella discesa, Rivière commise l'imprudenza di seguire le spericolate traiettorie centrifughe dell'italiano. In una curva, l'inferno. Un volo di quindici metri, lesione alla spina dorsale, una vita inchiodata nell'invalidità fino al 1976, anno della scomparsa ad appena quaranta anni. Qualche giorno dopo, il 17 luglio, Nencini giunse trionfatore al traguardo finale di una corsa tinta di tricolore, con Graziano Battistini al secondo posto. Giorni prima, sfiorando la retorica, il Tour aveva fatto registrare un bizzarro strappo al protocollo, bloccandosi per qualche minuto nel passaggio vicino alla residenza di campagna di Colombey-les-Deux-Églises del Presidente della Repubblica. Dalla voce e dalla stretta di mano di Charles De Gaulle, Nencini aveva ricevuto il viatico: «bonne chance, vous allez gagner le Tour!». L'affermazione sul traguardo parigino del Parco dei Principi completò degnamente la carriera agonistica del ciclista. Tre anni prima, Nencini s'era imposto nel Giro d'Italia, cucendo una ferita risalente alla corsa del 1955, quando l'attacco prosaico e velenoso di Fausto Coppi e di Fiorenzo Magni nel trasferimento da Trento a San Pellegrino e l'impietosa volgarità di una foratura avevano privato il toscano d'un successo sacrosanto. Dopo la sua vittoria, la stampa francese elesse a proprio beniamino l'italiano: subito dopo l'arrivo finale, come primo atto Nencini aveva reso omaggio alla sfortuna di Rivière, rimettendo i fiori spettanti al vincitore nelle mani di Marcel Bidot, direttore tecnico della squadra francese.Aug. Fra.

Vai alla homepage

03/07/2010










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro