segue dalla prima Gli abitanti dello Storico Rione romano dove Giorgio Napolitano ha vissuto fino al 2006 avevano preparato tutto nei minimi dettagli per festeggiare gli 85 anni del Capo dello Stato ma, quando alle 17,30 è arrivata la conferma che Napolitano era già in volo per una visita ufficiale a Malta, gli entusiasmi si sono immediatamente smorzati. «Il presidente non verrà » sono le prime parole che giravano tra la gente nella piazza della Madonna dei Monti. È proprio Pietro Stecchiotti, storico macellaio del Rione e amico da 54 anni del presidente, a raccontare come in realtà erano andate le cose: «Ne ero quasi certo che non sarebbe venuto. Il medico gli aveva sconsigliato di uscire da casa con questa calura. Però, proprio perché lo conosco, un po' ci speravo. Non mi sarei stupito se ad un certo punto fosse capitato qui a salutarci. È imprevedibile. Pensi che quando ancora era presidente della Camera venne a votare qui al seggio di via Panisperna. Pioveva a dirotto ma nonostante questo appena mi ha visto ha fatto fermare la macchina, è sceso e mi ha invitato a bere un caffè assieme». Delusione che comunque non è riusita a rovinare la festa che l'Associazione Rione Monti, per il terzo anno consecutivo, ha voluto dedicargli. E allora ecco che il presidente dell'associazione Silvano Mazzarella ha pensato proprio a tutto tanto da ingaggiare anche la banda del comune di Prossedi (Lt) per suonare i classici napoletani in onore delle origini partenopee del presidente. «Avevamo preparato tutto nei minimi dettagli, speravamo fino alla fine che venisse qui - commenta Mazzarella - Probabilmente oggi fa davvero troppo caldo. Ma non importa sarà per il prossimo anno. L'anno scorso ci ha scritto anche un messaggio di ringraziamento. Siamo sicuri che ripeterà il gesto». Prima della delusione per l'assenza, in piazza la gente commentava. «È una gioia essere qui. Mio figlio suona nella banda. Speriamo che Napolitano venga. È dalle 9 di questa mattina che siamo qui» racconta Mirella. Anna invece è decisamente più critica: «Avrebbe dovuto farci la cortesia di venire almeno un minuto. Spero cambi perché ultimamente lo vedo troppo disponibile verso Berlusconi». Un attacco che Patricia non condivide: «Sono qui per rispetto verso un uomo che è sempre rimasto semplice e a oggi è la persona più credibile dello scenario politico». Ma l'assenza di Napolitano non ha fermato l'estro dell'architetto Cesare Esposito, monticiano doc, che accendendo delle torce ha fatto fioccare neve artificiale nella piazza: «Il mio è un augurio al presidente lui è l'uomo della speranza. Colui che ci ha fatto amare la Costituzione ed è sempre stato dalla parte dei deboli». Alla fine, proprio mentre la banda aveva ormai riposto gli strumenti e i regali preparati per Napolitano stavano prendendo la strada per il Quirinale, il macellaio Pietro, da buon romanista, si lascia sfuggire un'ultima battuta: «Napolitano non doveva rimproverare Totti, ma questo glielo dirò da amico quando non sarà più in carica». Alessandro Bertasi
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30/06/2010