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22/06/2010, 05:30

Notizie - Politica

Invidie e incroci pericolosi
negli affari del Vaticano

Tensioni tra gli uomini della Santa Sede. Messo al setaccio il patrimonio. I conti: a marzo si chiude il bilancio di tutte le amministrazioni pontificie.

Il cardinale Crescenzio Sepe «Sono tante le invidie», aveva detto domenica il cardinal Crescenzio Sepe ai cronisti che lo pressavano con domande sull'indagine di Perugia. Un'affermazione sibillina, che alcuni hanno letto come un avvertimento. Il cardinale è tranquillo, risponderà di ogni addebito. Ma, chissà, le sue affermazioni potrebbero tirare in ballo altri «incroci pericolosi» tra la Curia vaticana e il mondo degli affari. O, più semplicemente, metterebbero a nudo un meccanismo, quello curiale, che sa essere spietato contro chi facendosi strada comincia a controllare del denaro.

È il caso del cardinal Sepe, asceso fino alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Si è molto puntato il dito sull'immenso patrimonio immobiliare della Congregazione, un paio di migliaia di appartamenti nel centro di Roma. Ma non si sa che il patrimonio di Propaganda Fide non è direttamente della Congregazione. Lo conferma lo stesso Sepe, in un passaggio della conferenza stampa di ieri che sembra «strano» ed eccessivamente tecnico: quando spiega che il patrimonio incassato per la vendita della palazzina di via dei Prefetti a Lunardi fu trasferito all'Apsa (Amministrazione Patrimonio della Sede Apostolica), perché venisse «destinato a tutta l'attività missionaria del mondo». Nei corridoi vaticani spiegano che «in pratica, è l'Apsa a detenere il patrimonio di Propaganda Fide, che ce l'ha in gestione». E questo perché «con i Patti Lateranensi, i beni della Chiesa restituiti vennero restituiti all'Apsa, compresi quelli di Propaganda Fide, e, sebbene in seguito, con la Costituzione Pastor Bonus del 1988, Propaganda Fide abbia avuto una sua autonomia, il patrimonio è ancora formalmente sotto il controllo dell'Apsa».

È qui che si inserisce il ruolo del cardinal Attilio Nicora, presidente dell'Apsa: corre voce che la sua intenzione sia di portare direttamente sotto il controllo della cosiddetta «Banca Centrale Vaticana» il patrimonio di Propaganda Fide; addirittura, «da settembre Nicora vorrebbe avviare l'incorporamento della sezione speciale dell'Apsa nella sezione ordinaria», avviando così un procedimento che porterebbe direttamente il patrimonio di Propaganda sotto il controllo diretto dell'Amministrazione; sarebbe sempre Nicora a spingere particolarmente per un sì alla rogatoria internazionale sui conti di Balducci; e alcuni hanno considerato «sospetta» l'intervista che lo stesso cardinale ha concesso alla trasmissione «Report» che si occupava di beni della Chiesa. «Un collage di tre-quattro interviste diverse», dicono da dentro l'Apsa. «La prova che Nicora, da sempre restio a dichiarazioni pubbliche, abbia preso una posizione in favore della trasparenza», dice un monsignore a lui molto vicino.

La «caccia agli invidiosi» di Curia si può fare seguendo le voci, che dicono di un Bertone infuriato che avrebbe chiesto una ispezione sui conti dello Ior, o che affermano di un Balducci ormai scaricato da tempo da Sepe. Ma resta ancora più fulminante il commento che monsignor Camaldo, assistente ecclesiastico del Circolo San Pietro, avrebbe fatto di ritorno dal colloquio con i giudici di Perugia: «I soliti giudici italiani che vogliono mettere il naso negli affari vaticani».

Affari vaticani che proprio in questi giorni vengono valutati: a marzo si chiude il bilancio di tutte le amministrazioni vaticane, che poi viene passato alla Prefettura degli Affari Economici. Da qui, i bilanci vanno in Segreteria di Stato, e - dopo l'approvazione di quest'ultima - rimandati alla Prefettura e poi discussa nella riunione del Consiglio di cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, che quest'anno si terrà a metà luglio, più tardi del solito. Che la riunione avvenga più tardi, è un indizio che il Vaticano vuole vederci chiaro sulla «cricca».

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Andrea Gagliarducci

22/06/2010

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