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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

20/06/2010, 11:55
Grandi appalti, l'arcivescovo di Napoli indagato per corruzione a Perugia dice messa: "Quanti martiri ci sono oggi". E cita Giovanni Paolo II, che lo volle a Propaganda Fide: "Non abbiate paura".
"La verità vince sempre". Il cardinale Crescenzio Sepe è fiducioso sull'esito dell'inchiesta di Perugia sulle grandi opere nella quale è stato coinvolto con l'accusa di corruzione aggravata. Al termine della celebrazione della messa nella chiesa di Sant'Onofrio dei Vecchi in corso Umberto a Napoli il cardinale ha aggiunto: "Sono sereno perchè ho operato secondo coscienza, vedrò presto i magistrati". L'arcivescovo si è poi avvicinato ai banchi per stringere le mani a molte delle persone presenti. Nella prima omelia in pubblico dopo la notizia dell'avviso di garanzia Sepe, parlando a braccio sulla base di qualche appunto, ha detto: "Quanti martiri ci sono, anche oggi, che in nome della verità e in nome di Cristo rimangono fedeli al suo Vangelo, che vengono torturati, che vengono umiliati e disprezzati. Ma noi che possediamo il Signore, noi che siamo coerenti con la nostra fede non dobbiamo aver paura". Sepe cita quindi "il grande Papa Giovanni Paolo II", ricordandone il grido: "Non abbiate paura". Come è noto fu proprio papa Wojtyla a conferire al porporato i suoi importanti incarichi, prima come regista del comitato organizzatore del Giubileo e poi, dal 2001, come prefetto della congregazione Propaganda Fide. Nel 2006 invece papa Ratzinger lo trasferì a Napoli come arcivescovo. L'applauso dei fedeli ha salutato il cardinale alla fine della messa.
LA STRATEGIA DELLA SANTA SEDE - Dopo la funzione Sepe ha confermato la sua fiducia nella magistratura e ha assicurato di voler "parlare presto" alla città. Intanto sono in corso in queste ore contatti e riunioni in Vaticano per decidere la linea con cui fronteggiare gli sviluppi dell'inchiesta dei magistrati di Perugia, che hanno deciso di indagare per corruzione l'arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, Potrebbe arrivare nelle prossime ore una presa di posizione ufficiale della Santa Sede sul caso. Sepe possiede il passaporto diplomatico, ma nei giorni scorsi, è stato più volte ribadito da fonti autorevoli che Curia romana desidera che il cardinale collabori con i magistrati e lui stesso, prima di venire indagato, si era dichiarato disponibile a farlo. I contatti sono in corso mentre il Papa, dentro la Basilica di S.Pietro, sta celebrando messa per ordinare 14 nuovi sacerdoti per la diocesi di Roma.
LE ACCUSE: CASE E FAVORI - Sepe, insieme all'ex ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi, nel dettaglio risulta da ieri indagato dalla Procura dei Perugia, nell'ambito delle inchieste sulle grandi opere, con l'accusa di concorso in corruzione (Sepe) e in corruzione aggravata (Lunardi), con riferimento ad operaziooni immobiliari condotte insieme alla cosidetta "cricca" al vertice dei Lavori Pubblici e della Protezione civile. In particolare, a Sepe vengono contestate alcune operazioni immobiliari di ristrutturazioni e lavori dell'imprenditore Anemone portate a termine da Presidente della Congregazione Propaganda Fide fra il 2001 e il 2006, accusato per una serie di attività fruttate a all'organismo religioso quasi 2,5 milioni di euro. Fra queste anche la famosa casa di via Giulia nella disponibilità di Guido Bertolaso. Quanto a Lunardi, l'accusa è - sempre con riferimento all'attività di Anemone- di acquisto di immobili a prezzi ribassati in cambio di favori.
20/06/2010