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La sentenza arriva come un siluro il giorno della manifestazione sulla libertà di stampa e a qualche giorno dalla sentenza sul lodo Alfano. Casoli (Pdl): "Una casualità? A pensar male non si sbaglia mai".
Dopo venti anni di battaglia legale è arrivata la prima sentenza civile sulla vicenda della contesa della casa editoriale Mondadori. La Fininvest dovrà versare un risarcimento di 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti per danno patrimoniale legato alla «perdita di chance». Si tratta solo della sentenza di primo grado verso la quale sarà proposto un ricorso in appello.
Ma la sentenza arriva come un siluro proprio quando si dibatte animatamente della libertà di stampa in Italia e a qualche giorno dalla sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, che protegge le principali cariche dello Stato (tra cui il premier Silvio Berlusconi ai tempi della vicenda al comando della Fininvest) da procedimenti giudiziari nella vigenza dell'incarico.
Una circostanza anomala messa in evidenza dal senatore del Pdl, Francesco Casoli: «È molto strano che nel giorno della manifestazione contro la presunta mancanza di libertà d'informazione in Italia, promossa dal gruppo editoriale/partito di De Benedetti, arrivi il pronunciamento del tribunale di Milano sul Lodo Mondadori che condannerebbe la Fininvest a risarcire la Cir che, guarda il caso, è una società dell'Ingegnere. Una casualità? A pensar male non si sbaglia mai».
La querelle giudiziaria lega da un ventennio due figure centrali del mondo imprenditoriale e politico italiano. E cioè l'ingegner De Benedetti, da una parte, e la Fininvest degli anni Ottanta e i primi anni Novanta guidata dall'allora imprenditore Silvio Berlusconi. Al centro della battaglia il controllo del gruppo editoriale che alla fine si concluse con la divisione dei beni tra i due contendenti. La transazione sostenuta dal mondo politico di allora attribuì la casa editrice Mondadori, Panorama ed Epoca alla Fininivest di Belusconi, che ricevette anche 365 miliardi di conguaglio, mentre il quotidiano La Repubblica, il settimanale l'Espresso e alcune testate locali furono assegnate a Cir-De Benedetti.
Proprio questa transazione è al centro della richiesta di risarcimento. Una sentenza quella di ieri festeggiata da De Benedetti che ha detto: «Dopo la sentenza che ha confermato definitivamente in sede penale l'avvenuta corruzione di un giudice, ci rende giustizia anche sul piano civile». Immediata però o la risposta della Fininvest che ha espresso «tutta la propria incredulità di fronte alla sentenza del Tribunale Civile di Milano». «Una sentenza profondamente ingiusta. In attesa di conoscerne le motivazioni, la Fininvest ribadisce la correttezza del suo operato, la validità delle proprie ragioni e degli elementi che sono stati addotti per sostenerle». La Fininvest «ricorrerà immediatamente in appello». Il presidente della Fininvest, Marina Berlusconi ha detto: «Si tratta di un verdetto incredibile e sconcertante».
Filippo Caleri
04/10/2009