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Najibullah Zazi, un ventiquattrenne di origini afgane di Denver, è stato rinviato a giudizio per terrorismo. Secondo l'Fbi sarebbe legato ad al Qaeda e avrebbe voluto compiere attentati terroristici con esplosivi a New York.
Gli Stati Uniti hanno sventato la "minaccia imminente" di un attentato terroristico sul suolo americano. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Usa, Eric Holder, dopo che l'Fbi è riuscita a sgominare una presunta cellula di al Qaeda attiva negli Usa. Uno degli accusati, Najbullah Zazi, è stato incriminato dal gran giurì di New York per concorso nell'uso di armi di distruzione di massa. Il giovane afghano è accusato di aver messo a punto un piano terrorista per portare a termine un attentato contro la metropolitana della Grande Mela.
Zazi, secondo le autorità americane, ha ammesso all'Fbi di aver partecipato a un corso per la fabbricazione di ordigni in un campo di al Qaeda in Pakistan.
Zazi è stato arrestato nell'ambito di una seire di blitz dell'Fbi a Denver e nel Queens di New York, dove vive il padre di Najibullah, Mohammed Zazi e l'imam Ahmad Wais Afzali, tutti arrestati per terrorismo. Sul laptop di Zazi, un conducente di autobus, sono state trovate istruzioni per la costruzione di ordigni improvvisati, ma non è per il momento chiaro se il possibile attentato terroristico fosse un pericolo concreto. Per il ministro della Giustizia americano Eric Holder, la cellula afgana faceva sul serio la la "minaccia sventata era imminente". I blitz sono stati condotti alla vigilia della sessantaquattresima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
24/09/2009