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Consegnate le prime case alle famiglie del paesino abruzzese. Il premier: il 21 settembre scuole aperte. E un uomo lo solleva: "Grazie presidente, sono 50 anni che lotto contro il comunismo!"
ONNA (L'AQUILA) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha consegnato le chiavi della prima casa del villaggio provvisorio costruito a poche decine di metri da Onna, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 6 aprile scorso. "In queste case c'è tutto - ha detto mentre risaliva sulla macchina che lo sta riportando a Roma -. Ci sono i bicchieri, le pentole, gli asciugamani, il sapone e nel frigorifero ogni ben di Dio. La promessa è mantenuta, ardita lo sapevamo, ma grazie a Dio è mantenuta", ha concluso.
Il premier, poi, rispondendo ai cronisti prima di lasciare Onna dopo l'inaugurazione delle nuove case ha assicurato che "il 21 settembre nelle zone terremotate le scuole apriranno assolutamente. Anche questo sarà un grande risultato".
Al termine della cerimonia c'è stato anche un siparietto fuori programma. Un uomo, di circa 50 anni, Giuseppe Mancini, di un paesino in provincia dell'Aquila, prima che Berlusconi salisse in auto per lasciare Onna lo ha abbracciato e sollevato da terra gridando "Grande Presidente, grazie per quello che ha fatto credendo nella ricostruzione". Poi, sollevando le braccia in alto ad un Berlusconi divertito ha aggiunto: "Sono cinquanta anni che lotto contro il comunismo".
15/09/2009