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Non accolta l'eccezione sulle presunte violazioni nell'analisi del dna. Il processo riprenderà venerdì per avviarsi alla fase conclusiva.
La difesa inciampa. Alla ripresa del processo per l’omicidio di Meredith Kercher, la Corte d'assise di Perugia ha stabilito che non c’è stata alcuna violazione del diritto di difesa nelle procedure con le quali la polizia scientifica ha analizzato le tracce di Dna. In questo modo i giudici hanno detto no alla richiesta dei legali del giovane pugliese di azzerare il dibattimento. Sorridente era apparso Raffaele Sollecito mentre la Knox si è presentata con una felpa rievocativa: suulle spalle era stampata la scritta Beatles e sotto i volti dei «baronetti» dei quali è una fan accanita.
Il confronto tra accusa e difese sulle analisi del Dna ha, dunque, caratterizzato la giornata. Uno dei lagali di Sollecito, l’avv. Bongiorno, ha sostenuto che nella relazione tecnica depositata dall'accusa mancano alcuni dati e la descrizione delle procedure utilizzate, «necessarie» per interpretare le conclusioni. Ha quindi chiesto che fosse dichiarato nullo il rinvio a giudizio e alla sua posizione si sono associati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, difensori della Konx. Ma secondo il pm Manuela Comodi le eccezioni sono «totalmente infondate» e per l'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher «i consulenti delle difese presenti alle analisi non hanno fatto osservazioni».
Tesi accolte dalla Corte che ha rigettato le eccezioni affermando che «non c' è stata lesione del diritto alla difesa». Ordinanza che però non ha chiuso la questione e il medico-legale Adriano Tagliabracci, consulente della difesa Sollecito per gli aspetti genetici, è tornato a lamentare la mancanza dei valori dei volumi iniziali dei campioni e delle indicazioni sulle procedure. Il processo riprenderà venerdì e si avvia alla fase finale: la richiesta delle difese di una superperizia sulle analisi del Dna appare sempre più probabile.
Marino Collacciani
15/09/2009