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il senatùr all'attacco

La sparata di Bossi: Padania sovrana
Casini: "Senza la Lega? E' possibile"

Ci mancava solo Bossi ad avvelenare il clima politico. E stavolta il leader della Lega l’ha sparata proprio grossa avvertendo che non basta il federalismo e che l’obiettivo è la Padania libera. Da raggiungere a ogni costo.

 

Umberto Bossi Roboante, retorico, come con il rito dell’ampolla dell’acqua del Po, con la veste del guerriero per l’indipendenza senza macchia e senza paura. Un armamentario propagandistico che apparteneva allo scorso decennio prima che la Lega fosse irreggimentata in una battaglia politica con l’obiettivo del federalismo. Ora non basta più? I segnali di una Lega che voleva riprendere la propria azione incisiva, pur senza mettere mai in discussione la leale alleanza con Berlusconi, c’erano già stati. Dalla trovata di un esponente lombardo che propose di riservare i posti sui mezzi pubblici ai milanesi.

Goliardia, provocazione fu detto. Semplicemente una fesseria. C'era stato un altro dirigente filmato mentre cantava canzoni contro i napoletani. Effetti secondari di un festa in birreria. Poi le più serie polemiche sulla bandiera tricolore, sull'inno nazionale, sui dialetti. Sulle gabbie salariali per ottenere stipendi più alti al Nord rispetto al Sud. Un crescendo polemico che per molti aveva un preciso obiettivo: tenere alta la tensione, o meglio il dibattito perché il Carroccio reclama la guida di una delle grandi regioni del Nord alle prossime elezioni. La richiesta principale riguarda il Veneto.

Contemporaneamente c'era la necessità di assecondare alcune spinte radicali del popolo leghista. Di mantenere viva la mobilitazione. Ma ora con parole che fanno rispuntare l'incubo della secessione si va oltre. Si lanciano messaggi pericolosi. Per il Paese. Per lo stesso Pdl che i voti, e tanti, li prende anche al Centro e al Sud. Eppure la Lega non è stata marginalizzata in questo governo. Le leggi sull'immigrazione e sulla sicurezza sono anche bandiere del Carroccio. Temi che in un passato recente erano i cavalli di battaglia di An. Però proprio in questi giorni sono arrivati gli attacchi di Fini. Inevitabile lo scontro. E se il fine del Presidente della Camera era quello di provocare la reazione scomposta del leader leghista, l'obiettivo è stato centrato.

A Bossi non potevano bastare le repliche, così ha alzato il tiro. Mettendo altra legna nel fuoco. Ha rispolverato la vecchia spada di Alberto da Giussano contro i nuovi Barbarossa. Menando fendenti all'impazzata. Così la sua difesa è diventata un attacco, non certo a questo governo, non è in discussione il sostegno a Berlusconi. Lo stesso senatur precisa che l'alleanza tra Pdl e Lega è fondamentale perché se «da soli si arriva prima, alleati si va molto più lontano». Dove? Bossi non ha dubbi sul suo traguardo. Lo indicano i sostenitori che lo accolgono in Riva degli Schiavoni a Venezia al grido di Padania libera. Bossi carezza il cuore della folla leghista annunciando il progetto di una catena umana sulle rive del Po nel prossimo maggio per ricordare che i popoli padani vogliono i «loro diritti di libertà». Come spiegherà Calderoli sarà anche una risposta a chi pensa a porte aperte per tutti.

A Fini sono fischiate le orecchie. C'è il suo fantasma in tante dichiarazioni. La sua presa di distanze pesa, indispettisce. Crea la reazione. E Bossi non frena, anzi è un fiume in piena. Non vuole solo assecondare una folla urlante, lancia una sfida. Altro che diritti agli immigrati. Va ben oltre. L'hanno stuzzicato e lui risponde alla sua maniera. «Noi vogliamo cambiamenti epocali, non ci accontentiamo del federalismo». Torna sui salari, da incrementare al Nord per arrivare alla dichiarazione più rilevante. «Noi veniamo a Venezia perché sappiamo che un giorno la Padania sarà uno stato libero, indipendente, sovrano». Questa, in altri termini è una speranza di secessione.

E che sia forte la sua sparata lo sa bene il leader leghista quando ripete: non c'è nulla che ci spaventa «neanche il carcere» e se qualcuno «vuole sfidare la Padania sappia che è di molti milioni di persone» e la Lega «ci sarà sempre finché i diritti alla libertà non saranno realizzati». Inoltre «la Padania sarà libera con le buone o le meno buone. La libertà è un diritto ed è un diritto ottenerla in tutti i modi». Il sasso è lanciato.

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Giuseppe Sanzotta

14/09/2009

  • 15/09/2009 09:01 totosantbz von apulien
    Con Bossi siamo al "ar-rieccolo!". E' troppo ignorante per fare politica, ed allora fa solo casino. Approfitta del fatto che al Nord l'ex-Forza Italia, ora PDL, non funziona bene. E non soltanto al Nord. Se Bossi non comincia a considerare che la cosiddetta "unità" d'Italia i non abbastanza stramaledetti "savoja" l'hanno fatta mandando nel regno delle Due Sicilie truppe "padane", per la maggior parte provenienti dal Piemonte e dalla Lombardia, del suo cosiddetto federalismo fiscale (!) farà soltanto un "boato". Prima di "federalizzare" Bossi deve "desavojzzare" Perché Bossi non denuncia le malefatte, i ladrocini ed i genocidi dei "savoja"? Perché ha scheletri risorgimentali negli armadi di via Bellerio? BOSSI I NORDICI HANNO FATTO NEL MERIDIONE 1.500.000 MORTI E 500 miliardi di €€€€ DI DANNI. Comincia da queste cifre!
  • 14/09/2009 18:56 ariete
    PADANIA raramente Bossi parla a caso e le cose che dice si avverano quasi tutte, dopo averlo sentito ieri avrei più di un dubbio se le cose non cambiano radicalmente su una futura Italia unita.
  • 14/09/2009 12:57 CARLO POCHY RIANO'
    BOSSI CON QUESTA PADANIA CI AVETE ROTTO LI CO....NI.CARLO POCHY RIANO'
  • 14/09/2009 09:43 Faber
    Popolo della "Padania", sveglia!!!! Una volta è esistito il delirio della razza ariana, oggi quello della razza padana? Il risultato è stato la seconda guerra mondiale. I segnali ci sono tutti: Divisione, razzismo, intolleranza, xenofobia e, soprattutto, ignoranza. Stiamo, forse, andando verso un' altra notte dei cristalli? Attenti, amici del nord Italia. Non fatevi prendere in giro, non fatevi abbagliare da un futuro che nessuno vi darà mai. Finchè saremo divisi, vinceranno sempre "loro". Ricordiamo che nella Roma imperiale si applicava il "divide et impera"; non abbiamo imparato nulla?
  • 14/09/2009 09:35 Nick
    Ci risiamo con la secessione! Fini, hai cominciato bene, continua. Bisogna isolare questi polici pazzi che sperano di dividere l'Italia! Questi sono minacciosi attentati all'unità d'Italia! Pensate un po' cosa si deve sentire 'La Padania sarà libera con le buone o le meno buone' Roba da arresto immediato!
  • 14/09/2009 08:48 Daniele
    La lega ha perso il treno della secessione 20 anni fa, ora è diventato un partito come tanti altri e i suoi elettori non sono piu quelli di quel periodo. Bossi deve solo rendersene conto.
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