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l'imbarcazione con oltre 70 persone

Immigrati respinti, l'Ue:
"Vogliamo informazioni"

L'Unione europea intende sollecitare chiarimenti da Italia e Malta sul gommone, con oltre 70 immigrati a bordo, respinto verso la Libia.

Alcuni immigrati assistiti dalle forze armate maltesi "La Commissione europea è a conoscenza delle ultime notizie riguardanti il respingimento verso la Libia, ieri, di un gommone con oltre 70 persone a bordo, provenienti probabilmente da Eritrea e Somalia, e "invierà una richiesta di informazioni ai due paesi interessati, Italia e Malta, per poter valutare la situazione". Lo ha riferito oggi a Bruxelles un portavoce dell'Esecutivo comunitario, Dennis Abbott.

"La Commissione sottolinea che qualunque essere umano ha diritto di sottoporre una domanda che gli riconosca lo statuto di rifugiato o la protezione internazionale", ha aggiunto Abbott, ricordando poi quanto aveva già affermato in proposito il commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, in una lettera del 15 luglio scorso al presidente della commissione europarlamentare Libertà civili, Lopez Aguilar.

"Il principio di non-refoulement (non respingimento, ndr), così come è interpretato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, significa essenzialmente che gli Stati devono astenersi dal respingere una persona (direttamente o indirettamente) laddove potrebbe correre un rischio reale di essere sottoposta a tortura o a pene o trattamenti inumani o degradanti. Inoltre - continuava il testo di Barrot - gli Stati non possono respingere dei rifugiati alle frontiere dei territori in cui la loro vita o la loro libertà potrebbe essere minacciata a causa della loro razza, religione, nazionalità, affiliazione a un gruppo sociale particolare, o della loro opinione politica. Quest'obbligo deve essere rispettato durante l'attuazione dei controlli alle frontiere, conformemente al Codice delle frontiere di Schengen, anche per le attività di sorveglianza in alto mare".

Il commissario sottolineava ancora che "la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo indica che gli atti eseguiti in alto mare da una nave di Stato costituiscono un caso di competenza extraterritoriale e possono impegnare la responsabilità dello Stato interessato".

Il portavoce ha anche ricordato che proprio mercoledì prossimo, lo stesso Barrot presenterà una proposta della Commissione riguardante la possibilità che gli Stati membri accolgano volontariamente dei rifugiati temporaneamente residenti in un Paese terzo, diverso da quello di origine da cui sono fuggiti. Un caso simile, insomma, a quello dei somali e degli eritrei provenienti dalla Libia e respinti nel Mediterraneo, che potrebbero - se la proposta venisse applicata - non aver bisogno di affidarsi ai trafficanti e di affrontare la rischiosa traversata per mare verso l'Italia.

Intanto il ministro dell'Interno Maroni ha assicurato che le azioni di respingimento proseguiranno. "Non so chi ha diffuso notizie secondo le quali gli immigrati erano del Corno d'Africa - ha detto il ministro - Il sistema funziona, e noi continueremo con questa procedura per garantire non solo l'Italia ma anche l'Ue". 

 

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31/08/2009

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