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L'ex capitano e bandiera avrebbe dato in escandescenze quando gli sono stati chiesti i documenti. Si sarebbe rivolto agli uomini delle Fiamme Gialle con frasi tipo "lei non sa chi sono io!".
Paolo Di Canio, 41 anni, ex calciatore ed ex capitano e bandiera della Lazio, è stato denunciato nella tarda mattinata di ieri, a Porto Santo Stefano, dai militari della Guardia di Finanza, per resistenza a pubblico ufficiale.
Di Canio era giunto all'Argentario, davanti all'imbarco di Porto Santo Stefano, per raggiungere l'Isola del Giglio dove abitualmente trascorre le vacanze e dove possiede una casa. I finanzieri, in servizio, come ogni giorno, per normali controlli, spesso incrociati con altri organismi dello Stato, hanno fermato l'ex giocatore accanto alla sua potente auto, una Mercedes 320 CDI, e gli hanno chiesto i documenti.
L'ex capitano della Lazio si sarebbe subito innervosito e per due o tre volte, rifiutato di mostrare i documenti. Si sarebbe anche rivolto agli uomini delle Fiamme Gialle con le consuete frasi tipo «lei non sa chi sono io!». E questo davanti a numerosi testimoni, tutti in fila per imbarcarsi sul traghetto che porta all'Isola del Giglio. Poi Paolo Di Canio, senza dare importanza alle richieste dei Finanzieri, o pensando che la «scena» potesse finire con il passaggio repentino da terra al mare, sarebbe salito sulla sua auto e si sarebbe imbarcato, lasciando di stucco, e a terra, i militari. Che non hanno certo mollato la presa e considerato finito il controllo.
La partenza del traghetto è stata rinviata e gli uomini della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano sono saliti a bordo, hanno raggiunto Di Canio, lo hanno di nuovo invitato a rispondere alle loro richieste, dimostrando anche pazienza, ma senza risultato. Anzi, Paolo Di Canio, si sarebbe ulteriormente «scaldato». A quel punto i finanzieri non hanno avuto scelta: lo hanno invitato, senza tanti complimenti, e facendo ben capire che non scherzavano, a seguirlo nella loro caserma poco distante dal terminal dei traghetti per le isole maremmane.
A questo punto, l'ex calciatore della Lazio ha capito che era meglio obbedire e seguirli. È stato trattenuto un paio d'ore ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo, ha potuto lasciare la sede delle Fiamme Gialle dell'Argentario e partire per le vacanze all'isola del Giglio dove avrà tempo di sbollire la sua rabbia.
Giancarlo Capecchi
23/07/2009