| POLITICA | INTERNI-ESTERI | ECONOMIA | SPORT | SPETTACOLI | PIZZI..cati channel | VIAGGI | HI TECH | SHOPPING | MULTIMEDIA | SONDAGGI | LAVORO |
Ritorno all'eleganza per Renato Balestra, Lorenzo Riva ricrea l'atelier. Nell'ultimo giorno di sfilate capitoline "chicche" di pura sartoria.
Atmosfere anni '50-'60, poche spettatrici disposte su due file in uno spazio ridotto, quello di un atelier. Niente musica, solo lo stilista a raccontare le sue creazioni chiamate per numero di entrata. Così Lorenzo Riva ha voluto presentare alla stampa romana la sua collezione di alta moda autunno inverno, in una suite dell'hotel Exedra a Roma. Nell'ultimo giorno di sfilate capitoline (oggi è dedicato tutto ai giovani delle Accademie), il couturier monzese, con le sue venti «chicche» di pura sartoria ha messo la pulce nell'orecchio dei vertici di AltaRoma (la società che organizza il calendario delle sfilate): forse la formula giusta anti-crisi è proprio questa, l'atelier.
Mentre Raffaella Curiel da due stagioni sfila a Milano e a Roma porta solo flash della sua collezione perché alla Città Eterna non vuole rinunciare, Sarli, Gattinoni e Balestra hanno già annunciato nei giorni scorsi di voler percorrere questa soluzione più intima e meno dispendiosa. In verità così gli abiti si vedono meglio, si possono palpare e studiare nei particolari. L'effetto spettacolo, l'evento tra i siti archeologici, certo, non c'è. Ma si risparmiano molti soldi. Vedremo se a gennaio avremo solo mini-location.
Intanto ieri mattina, l'estroso e simpatico Riva, un inizio di carriera negli atelier francesi (nel '74 diventò direttore artistico della maison Balenciaga), ha fatto sfilare il suo omaggio a Luchino Visconti e alle sue grandi pellicole. C'è l'abito dedicato a Claudia Cardinale ne «Il Gattopardo» con il bustino di velluto nero e la gonna costruita con 118 strati di tulle bianco. E il tailleur di Ingrid Thulin in «La caduta degli dei» e poi i pizzi decadenti di «Morte a Venezia». Gli orli delle mise da giorno si accorciano «perché così fanno meno fané», spiega lo stilista. La sposa, castigatissima, mostra solo viso e mani in un lungo di raso duchesse, il velo bordato di pizzo. Essenziale, eppure elegantissimo. Il diamante nero (come il nome del nuovo profumo femminile in uscita a settembre) è il leit motiv della collezione di Renato Balestra. Il colore più scuro è presente in tutte le sue declinazioni.
Flash di colore rosso, verde, blu Balestra che ci ritrovano negli accessori tra i quali spiccano gli stivali tutti tempestati di cristalli Swarovski. Spuntano i frac in versione sexy femminile e i cappottini che simulano la pelliccia, costruiti con tante piccolissime ruches di tessuto. «C'è tanta voglia di eleganza - dice Balestra - un ritorno all'estremo chic, una grande richiesta di tubini neri ma con qualcosa di diverso». Bellissimi gli abiti che da lontano paiono tricottati e invece riproducono con sapienti ricami di paillettes, pietre e perline le trecce dei golfoni norvegesi. La sposa è una conchiglia di ventagli plissettati con corpino motivo maglia ricamato di Swarovski. Per il gran finale il «Diamante nero» ricamato con diamanti neri, per l'appunto, e avvolto da una maxi cappa a ventaglio plissé. Lo indossa la rappresentante italiana al concorso di Miss Mondo, Alice Taticchi.
Katia Perrini
16/07/2009