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I problemi della scuola

I bulli si curano con la "pet therapy"

Al via il progetto della Cia che coinvolgera cinquemila istituti. Il contatto con gli animali educa i ragazzi ad un comportamento pro sociale.

Bullismo Bulli a scuola di buone maniere in fattoria: l’idea la lancia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha un messo a punto un progetto con la Siua-Scuola di interazione uomo-animale. Perchè badare agli animali da cortile, pulire le stalle e strigliare i cavalli sono attività che possono aiutare a conoscersi meglio, ammorbidire le asperità, superare le difficoltà personali. Sono cinquemila le scuole italiane coinvolte nel progetto: sono previste cinque lezioni estese a tutta la classe per spiegare l’importanza del comportamento sociale, più interventi specialistici per quei ragazzi che presentano disturbi della condotta.


Il bullismo si contrasta anche in campagna. L'agricoltura, con le sue culture, con i suoi valori che sono radicati saldamente nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese, può dare il suo positivo apporto con la pet-therapy per i più giovani. Il rapporto con la campagna può aprire la mente dei ragazzi, offrirgli delle occasioni di crescita individuale e sociale, aumentare le sue proprietà, la sua capacità di tolleranza. La Cia - ha rilevato il presidente Giuseppe Politi - ha voluto sottoscrivere il protocollo d'intesa con la Siua, perchè ritenuto il partner più interessante per la diffusione di quell'agricoltura sociale che prevede l'interazione tra uomo ed animale. Infatti, attraverso e grazie alla Confederazione, Siua può veicolare in maniera capillare la sua interessante esperienza sui temi dell'agricoltura sociale e, in particolare, della prevenzione dell'inquietante fenomeno del bullismo, che, ogni anno, rende sempre più la cronaca dalle scuole una sequela agghiacciante di aggressioni e di violenze». L'accordo tra Siua e Cia prevede la distribuzione gratuita di materiale didattico alle scuole coinvolte e piani di formazione dedicati a quelle aziende agricole che aderiscono al progetto per trasformarsi in «Fattorie sociali» e «Fattorie didattiche».


«Contro il bullismo - ha sostenuto Politi - non servono provvedimenti punitivi e repressivi. Quello che occorre è, invece, una vera educazione al vivere civile. Educare il comportamento pro sociale è, dunque, un fattore di rilievo che conferma la validità del nostro impegno verso l'agricoltura sociale. Un'agricoltura che non è solo fattore economico, ma che rappresenta anche un modello di vita al quale fare riferimento per correggere squilibri o tendenze alla dissociazione, alla prevaricazione, alla violenza».

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Natalia Poggi

11/07/2009

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