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Duro affondo di monsignor Crociata alla messa nella casa del martirio di Santa Maria Goretti. "I fatti che implicano minori gridano vendetta al cospetto di Dio".
"Assistiamo a un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria". E su questo "nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio".
"Libertinaggio irresponsabile" - Duro affondo di monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, che questa mattina ha celebrato una messa nella casa del martirio di Santa Maria Goretti, a Le Ferriere (Latina). "Assistiamo a un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria - ha detto - con cui fin dall'antichità si è voluto stigmatizzare la fatua esibizione di una eleganza che in realtà mette in mostra uno sfarzo narcisista; salvo poi, alla prima occasione, servirsi ipocritamente del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere."
I minori e l'innocenza - "Nessuno - ha proseguito - deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio". In tal senso, "dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via - ha concluso - non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi. Abbiamo dinanzi a noi un compito educativo enorme, che è anche e anzitutto autoeducativo, se non in tanti casi autocorrettivo".
06/07/2009