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il reportage

I marines alla conquista
del "califfato" talebano

"Colpo di spada", in codice "Khanjar", è la più grande offensiva Usa dopo il Vietnam. L'obiettivo è la parte bassa della valle del fiume Helmand, prima regione al mondo per la produzione di oppio.

Marines in Afghanistan Il rumore sordo delle pale dei giganteschi Sikorsky e Super Stallion riempie la notte afghana senza luna. Migliaia di marines statunitensi sono atterrati nella valle del fiume Helmad, lanciando la più grande offensiva militare della presidenza di Barack Obama con un assalto nel cuore del territorio talebano. L’operazione «River Liberty», sono le avangiardie diq uella che i marines del 2° Corpo di spedizione definiscono semplicemente «l’operazione decisiva».


«Colpo di spada», in codice «Khanjar» è mirata ad impadronirsi dell’intera bassa valle del fiume Helmand, roccaforte dei ribelli talebani e prima regione al mondo per la produzione di oppio. L’operazione aviotrasportata è stata presentata come la più grande offensiva aviotrasportata dai tempi del Tet e dell’escalation voluta dal presidente Johnson in Vietnam. All’attacco patecipano anche 600 militari afghani. I comandanti sperano di riuscire a prendere rapidamente il controllo della valle, portando a termine in qualche giorno quello che le truppe della Nato non sono riuscite a fare nel corso di anni, e di dare una svolta alla guerra, che si trova in una situazione di stallo, prima delle elezioni presidenziali in Afghanistan, nel mese di agosto.


«L’obiettivo è di fare qualcosa di grande, di farlo con forza e velocemente, e facendo questo abbiamo intenzione di salvare vite su entrambi i fronti», ha detto al suo staff prima dell’operazione il generale Larry Nicholson, comandante dei marines nell'Afghanistan meridionale. I marines sono atterrati alle prime luci dell'alba nella valle, una mezzaluna di campi di oppio e frumento attraversata da canali e costellata da case in fango e mattoni, dove i mujahedin sfidano da anni le forze della Nato. Equipaggiamento pesante, visori notturni ed anche cani anti esplosivo per cacciare gli insorgenti. Nel frattempo, alle prime luci dell’alba, altri convogli di camion e truppe a piedi hanno cominciato ad invadere la valle nella quale i militari britannici che avrebbero dovuto controllarla non sono mai riusciti davvero a contrastare i talebani. Li avevano cacciati, ma poi i mujahedin erano tornati a chiudere le scuole e terrorizzare la popolazione.


Primi obiettivi sono stati il distretto di Nawa, a sud del capoluogo Lashkar Gar, dove ha sede la base delle truppe britanniche e canadesi, ed il distretto di Garmser. Le truppe hanno ricevuto istruzioni di costruire i loro accampamenti in mezzo alla popolazione locale. Il senso lo ha spiegato il comandante di brigata Lawrence D.Nicholson: «Stiamo facendo le cose in modo diverso, per la massa di soldati impegati, per la velocità con cui li dispieghiamo e per il fatto che stiamo andando per restare. E perchè noi terremo le posizioni, lavoreremo e costruiremo insieme le condizioni per trasferire le responsabilità della sicurezza alle forze afgane».
 

Proprio mentre scattava l’operazione «Colpo di spada» un soldato americano è stato rapito dai talebani. Il sequestro è stato in seguito rivendicato dal comandante della fazione Haqqani dei talebani, il cui nome di battaglia è Bahram, che ha spiegato che il militare è stato catturato insieme a tre afghani a Yousuf Khail, nella provincia di Paktika.

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Maurizio Piccirilli

03/07/2009

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