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152 vittime, una sessantina erano francesi. Il miracolo: una ragazza di 14 anni si è salvata, soccorsa tra le onde. Le polemiche: secondo la Francia quel velivolo non doveva volare.
Sembra uno scherzo della statistica: ogni fine del mese cade un Airbus, inghiottito dal mare. Le vittime sono 152 anche se questa volta il miracolo fa capolino nella tragedia attraverso il viso di una ragazza di 14 anni salva non si sa come. Ora è ricoverata in ospedale, ma le sue condizioni non destano particolari proeccupazioni. "Ho sentito voci nel buio", ha raccontato Baya Bakari, 14 anni, di Marsiglia, unica sopravvissuta al disastro aereo che rientrerà stasera in Francia dove sarà ricoverata in un ospedale parigino. La 14enne è rimasta per oltre dodici ore aggrappata ad un pezzo d'aereo in balia del mare, ha detto al padre di aver udito delle voci attorno a lei nel buio della notte.
Non era nella «lista nera» dell'Unione europea, ma era sotto osservazione. È quanto traspare da un rapporto del luglio 2008 della Commissione europea, in cui si riferisce che nel febbraio dello stesso anno l'Agenzia europea per la sicurezza aerea aveva ritirato a Yemenia il permesso di effettuare la manutenzione degli aerei registrati sul territorio del'Ue. Comunque la tragedia, con protagonista un Airbus, è divenuta statisticamente seriale. Era la notte fra il 31 maggio e il primo giugno quando il «330» Rio de Janiero-Parigi precipiò causando la morte di 228 persone, un Airbus 310 della compagnia di bandiera Yemenia: l'altra notte, quasi a cavallo con luglio, è precipitato al largo delle isole Comore l'Airbus yemenita: tra le 152 vittime, una sessantina erano francesi.
E, non a caso, la Francia accusa: quell'aereo in particolare - sul quale i passeggeri si sono imbarcati a Sanàa, nello Yemen, che non è quello, l'A330, con il quale erano partiti da Parigi - non poteva volare sui nostri cieli, era stato escluso per «irregolarità». Ma dallo Yemen ribattono: il velivolo era stato «sottoposto a un'ispezione completa» nel maggio scorso sotto la supervisione di Airbus, era «in linea con gli standard internazionali» e una settimana fa aveva assicurato un collegamento con Londra. Anche questa volta si scatenano le ipotesi.
A causare l'incidente potrebbero essere state le cattive condizioni del tempo - fortissime raffiche di vento, ma non un temporale - nella zona dell'aeroporto di Moroni, nelle Comore, dove l'aereo doveva atterrare. Secondo lcuni, l'A310 avrebbe tentato un atterraggio d'emergenza, forse un ammaraggio, ipotesi avvalorata, secondo esperti, dalla ragazza ritrovata viva. Il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, dice invece che ci sarebbe stato «un avvicinamento» del velivolo all'aeroporto, quindi «una ripresa di velocità, poi un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato». Alcuni testimoni, presenti all'aeroporto di Moroni, raccontano infine che il velivolo si è schiantato dopo aver fallito l'atterraggio: «L'aereo era a circa 50 metri dal suolo, in avvicinamento della pista, e invece di imboccare la corsia d'atterraggio ha deviato ed è uscito dall'asse della pista, prendendo una direzione anomala verso il mare».
01/07/2009