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Dopo momenti di tensione tra chi protestava e alcuni gruppi di sostenitori di Berlusconi, il presidente del Consiglio, è stato infine applaudito. Contestazioni e applausi anche durante il sopralluogo.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato contestato da un piccolo gruppo di cittadini di Viareggio al suo arrivo nella zona dell'incidente in Largo Risorgimento. Dopo momenti di tensione tra chi protestava e alcuni gruppo di sostenitori di Berlusconi, il presidente del Consiglio, è stato infine applaudito. Il premier si è poi diretto al Municipio. La visita è durata circa 15 muniti.
La contestazione nei confronti del premier è proseguita anche dopo l'ingresso del Cavaliere nella sede del comune, che è stata blindata dalle forze dell'ordine. Delle circa 300 persone che si trovano davanti al municipio molti hanno ripetutamente urlato "Buffone buffone" all'indirizzo di Berlusconi, rivolgendogli anche offese. Davanti al comune si trova anche un gruppetto di sostenitori del Cavaliere che sta applaudendo nei suoi confronti. Al suo ingresso nella sede del comune Berlusconi non ha risposto alle offese limitandosi a salutare chi lo applaudiva. Nella piazza del comune le fazioni pro e contro Berlusconi si stanno sfidando a colpi di slogan.
Qualche contestatore ma anche persone che lo applaudivano avevano accolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi anche durante il sopralluogo nella zone degli edifici crollati in seguito all'esplosione della notte scorsa. Quando il premier è uscito dall'auto è partita una salva di fischi da uno sparuto gruppo di contestatori, che sono stati poi allontanati da altri presenti che invece applaudivano. Il sopralluogo del presidente del Consiglio è durato circa 20 minuti e Berlusconi ha visitato i luoghi della strage insieme ai soccorritori senza rilasciare dichiarazioni.
Intanto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, ha annunciato che "una commissione sta indagando sulle cause della tragedia avvenuta questa notte a Viareggio e sta verificando se siano state rispettate le normative internazionali sulla sicurezza. Sulla base dei primi elementi, pare che le regole sulla revisione dei vagoni siano state rispettate". "Abbiamo immediamente nominato una commissione per acclarare le cause dell'accaduto. Il vagone in questione - ha proseguito Matteoli - è stato immatricolato in Germania, appartiene a una società estera che trasporta gas".
30/06/2009