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Il premier: "Solidarietà a D'Alema e Cesa". Il segretario Udc: "Non accetto". Replica di Berlusconi: "Torni in sè".
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ha dato incarico ai propri legali di inoltrare una causa civile per diffamazione a mezzo stampa nei confronti del quotidiano 'Il Giornalè e di quanti altri organi di informazione volessero associare il suo nome a vicende da cui è palesemente del tutto estraneo. È quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'Udc.
La polemica - La nota si riferisce all'articolo de Il Giornale dal titolo "Clan D'Alema, Cesa era socio della escort" pubblicato oggi in prima pagina, seconda puntata di un servizio che riguarda quella che il quotidiano definisce una "inchiesta svanita", che risale al 1999. Secondo il quotidiano il nome del segretario centrista sarebbe nelle carte di quell'inchiesta relativa a squillo che avrebbero frequentato Montecitorio e "personaggi dell'entourage dell'allora premier Massimo D'Alema".
Il premier: "Imbarbarimento provocato dalle campagne di stampa" - "Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno. Esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa". Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota. "Si vede che su Cesa non c'è nulla di nulla ma basta un titolo che fa un nome per criminalizzare una persona e sconvolgere una famiglia. Conosco Cesa, gli sono amico e lo stimo al di là delle differenze politiche. Lo stesso voglio dire espressamente nei confronti dell'onorevole Massimo D'Alema, dei suoi collaboratori, della famiglia Agnelli e per quanti siano stati colpiti oggi da questo tipo di polemiche".
Cesa: "Non accetto la solidarietà di nessuno" - "Non ho mai partecipato a festini, nè ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio". Questa è la replica del segretario nazionale dell'Udc
Berlusconi: "Cesa torni in sè" - "Mi dispiace che l'onorevole Cesa non accetti la mia solidarietà. Non ho mai partecipato a cosiddetti festini, non ho mai frequentato minorenni nè so a chi si riferisca quando parla di persone che fanno uso di droga. La sua risposta è offensiva e disdice sia la sua immagine, sia la considerazione che nutrivo nei suoi confronti. Spero che torni in sè e che risponda alle provocazioni con la stessa serenità e con lo stesso stile con cui reagisco io".
26/06/2009